Il dolore
L'amara lezione dell'emergenza neve
Paolo Nencioni
Il bilancio della Protezione civile: «Abbiamo fatto il possibile». Ecco errori e ritardi
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PRATO. Doverosa premessa: col senno di poi sono tutti bravi. Detto questo, la gestione dell'emergenza neve tra venerdì e domenica, ora che la crisi è superata, non verrà ricordata come un esempio negli anni a venire. «Ad impossibilia nemo tenetur», cioè "nessuno è tenuto a fare cose impossibili". La butta sul latino l'ingegner Lorenzo Frasconi, dirigente comunale della Mobilità, che ieri, insieme a Sergio Brachi, responsabile della centrale operativa della Protezione civile, ha fatto il bilancio di un fine settimana da dimenticare. In realtà, di cose possibili ce n'era più d'una e non tutte sono state fatte alla perfezione. Vediamole nel dettaglio. Provincia ok, Prato ko. Numerose testimonianze e verifiche sul campo dicono che la situazione della regionale 325 e della provinciale che da Poggio a Caiano porta alla Serra e di lì ad Artimino e Camaioni, solo per fare due esempi, era migliore di quella su Declassata e Tangenziale di Prato. Alla Protezione civile spiegano la differenza col fatto che a Prato il traffico ha compattato lo strato di neve, mentre altrove l'azione degli spalaneve è stata più efficace proprio perché la neve non era così compatta. Oltre al fatto che le catene, più diffuse a Vaiano e Carmignano, hanno rotto lo strato di ghiaccio sottostante. Ordinanze tardive. Domenica a Prato era vietato circolare senza catene al seguito, ma sarebbe stato più logico prendere la decisione venerdì sera e non 24 ore dopo. Anche la chiusura delle scuole di ieri è parsa eccessiva, visto che molte strade erano già libere grazie alla pioggia. Insomma, l'impressione è che la macchina si sia messa in moto troppo tardi. "Lame" bloccate. Stesso discorso per gli interventi sulla Declassata e sulla Tangenziale. L'ingegner Frasconi giura che è stato fatto tutto il possibile, compresa la "salatura" preventiva dei cavalcavia, ma ammette che è stato possibile far passare gli spalaneve solo dopo le 21,30 di venerdì. Fino a quel momento erano rimasti bloccati nel traffico, come tutti. «Era una situazione ingestibile - ha spiegato Frasconi - Coi mezzi intrappolati nel traffico era impossibile fare qualsiasi cosa». Consiglio per il futuro: tenere i mezzi nei punti strategici e metterli in campo prima che le strade si blocchino. Previsioni sballate. Le previsioni non hanno aiutato, visto che si parlava di 10 centimetri di neve e ne sono caduti 32. Una montagna di sale. Il Comune sostiene di aver sparso sulle strade 150 tonnellate di sale, per un costo di circa 40.000 euro, e di averne di riserva altre 24. Quest'anno, a differenza dell'anno scorso, non ci sono stati problemi di rifornimento. Costi e benefici. Il Comune, tramite l'Asm, ha due spargisale e due spalaneve, oltre alle convenzioni con Endiasfalti e Agritech. Potrebbe acquistarne di più, ma se poi non nevica forte per cinque o sei anni sarebbe un costo superiore al beneficio. Valanga di chiamate. Durante l'emergenza alla Protezione civile sono arrivate 550 chiamate (oltre a 150 perse). Altre 230 sono quelle arrivate a Publiacqua, senza contare quelle alle forze dell'ordine. Aspettando la prossima emergenza. Chiudere le scuole in caso di forte allerta neve potrebbe essere un'idea. Come si dice, in certi casi è meglio aver paura che buscarne.
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