Attenzione
Btp scalpita ma Terna frena
Maria Lardara
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In alto Pratilia sopra Armando Vanni Il presidente Vanni: «Il cantiere darebbe lavoro a centinaia di persone»
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PRATO. Le speranze di aprire il cantiere di Pratilia in tempi rapidi si infrangono sul progetto di interramento dei tralicci di Terna auspicato da Esselunga. Secondo l'assessore all'urbanistica Gianni Cenni serviranno almeno altri due anni. Eppure, sulla partenza di quel cantiere a Pratilia per febbraio 2011, il gruppo Btp ci contava. L'attesa ormai dura da troppo tempo: quasi da dieci anni. Da quando si parla di dare un nuovo volto al quartiere di Pratilia, trasformando il vecchio edificio oggi pericolante in un grattacielo a destinazione uffici e terziario e in un supermercato di 7mila metri quadri targato Esselunga. Ma di aspettare così tanto per una commessa Armando Vanni, presidente della Baldassini-Tognozzi-Pontello (il primo dopo l'era Fusi), è stanco. Se la prende con il Comune che, per il tramite dell'assessore competente Gianni Cenni, fa sapere come ad avere le mani legate sia però Esselunga nei confronti di Terna spa. La posta in gioco è alta per un'azienda che, come ricorda Vanni, «da tre anni non acquisisce una commessa pubblica», e per i lavoratori visto che il cantiere Pratilia-Esselunga darebbe in prospettiva lavoro a oltre 250 dipendenti per tre anni. Ma il semaforo verde dei lavori non scatta. E i rubinetti della cassa integrazione per 69 dipendenti stanno per chiudersi (scade a febbraio). La questione è più ingarbugliata di quanto sembri, e il piano Pratilia-Esselunga rischia di trasformarsi in una telenovela senza fine. «L'estate scorsa- fa notare Vanni - c'era stato un mezzo impegno dell'amministrazione per sbloccare il cantiere a febbraio: mi chiedo quando il progetto approdi in Consiglio comunale. A noi interessa partire in tempi umani e ragionevoli per dare un po' di certezze ai nostri dipendenti. Non credo sia un problema di colore politico. Il fabbisogno occupazionale di questo cantiere - aggiunge Vanni - ammonta a 500 unità, considerando il peso dell'indotto». A fare quadrato intorno al patron della Btp c'erano ieri mattina i sindacalisti della Fillea-Cgil e della Filca-Cisl, Marco Tatini ed Enrico Menici. «A Prato la sofferenza del comparto è alta - ricordano Menici e Tatini - e il 2010 è stato un anno nero per le costruzioni. Sappiamo che un secondo progetto di Esselunga era stato presentato in commissione nel luglio scorso. Ci pare ora che l'amministrazione si stia celando dietro i meandri della burocrazia». La sensazione in casa Btp, mentre prende corpo l'ipotesi di aggregazione con un partner industriale per salvare un migliaio di posti («ci sono due gruppi internazionali molto interessati», fa sapere Vanni), è che si sconti il peso delle vicissitudini giudiziarie legate a Fusi. «Un conto sono le responsabilità personali - osserva Vanni -, un conto quelle dell'azienda». In pentola però bolle altro. Il ritardo, che farà slittare il cantiere di altri due anni, è imputabile a un cavillo che l'assessore all'Urbanistica spiega così. «Tanto per iniziare il nostro interlocutore è Esselunga - esordisce Cenni - il cui progetto iniziale prevedeva l'interramento dei tralicci elettrici non compatibile però con i parametri di Terna spa. Così Esselunga ha ripresentato 15 giorni fa il progetto rimodulando la piastra commerciale con lo spostamento dei tralicci e il Comune ha scritto una comunicazione a Terna. Che stiamo incalzando, ma di fronte abbiamo un vero e proprio ministero. Non è certo colpa di Esselunga o del Comune».
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