Il Tirreno

Prato

«Non ci hanno fatti uscire a Valdarno, e hanno voluto anche il pedaggio...»

Notte da incubo sull'Autosole Pratese in trappola per 20 ore

Paolo Nencioni
Bloccati in autostrada
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Bloccati in autostrada

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 PRATO. «Sono fermo qui da ieri alle 16, sto finendo il gasolio per riscaldarmi e non si è visto nessuno, né uno spalaneve, né un'ambulanza, né una pattuglia della polizia stradale. Non avrei mai pensato di trovarmi in una situazione del genere». Una voce pratese dal deserto bianco, quello in cui sono stati prigionieri per oltre 20 ore migliaia di automobilisti tra i caselli di Valdarno e Incisa dell'Autosole.  Sono le 11,30 e Claudio Lombardi, titolare dell'omonima azienda di Montemurlo che produce sottoli e sottaceti, è suo malgrado in salamoia sull'autostrada, chiuso dentro la sua Bmw X5 che sarebbe anche un 4x4 ma è intrappolata nella maxi-coda ferma dalle 16 di venerdì.  Una situazione allucinante, che fa addirittura impallidire gli ingorghi di venerdì pomeriggio sulla Declassata.  «Ero andato a un incontro di lavoro ad Arezzo - racconta Lombardi - e quando ho ripreso l'Autosole nel pomeriggio ho visto che si procedeva molto lentamente. Allora ho provato a uscire a Valdarno, ma l'uscita era chiusa». Una circostanza che ha dell'incredibile: anziché far uscire le auto dirette a nord, qualcuno (le Autostrade?, l'Anas?) le ha indirizzate proprio nel tratto che era già di fatto diventato una trappola.  «Qui davanti a me c'è una giovane coppia con un bambino di 4 anni e una nonna di 90 - si sfoga Lombardi - Anche loro hanno dovuto riscaldarsi tenendo il motore acceso, nessuno che sia venuto a portare una coperta». Sì, perché Lombardi e le altre migliaia di automobilisti hanno passato la notte sull'autostrada.  «Solo verso le 10 - continua Claudio Lombardi - sono arrivati i vigili del fuoco su una strada parallela all'A1 e ci hanno dato un po' d'acqua, succo di frutta e una pastina. Stanotte qui eravamo a 4 sottozero, ora la situazione è un po' migliorata ma siamo ancora fermi (l'imprenditore è riuscito a tornare a casa solo ieri dopo pranzo, ndr). Col buio sono riuscito a dormire un po', ho consumato già mezzo serbatoio per tenere acceso il riscaldamento». Insomma, un vero e proprio incubo, reso più amaro, se possibile, dalla beffa finale. Quando Lombardi è arrivato finalmente al casello, essendo passato un giorno, si è acceso il semaforo rosso al Telepass. L'imprenditore ha chiesto se doveva pagare il pedaggio e l'impiegata, imperturbabile: «Certo che sì».

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