Il Tirreno

Prato

Le bollette dell'acqua aumentano di 10 euro ogni anno. Prato chiede sconti per le famiglie numerose

Lavori lungo la rete idrica
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Lavori lungo la rete idrica

L'assemblea dell'Ato sottoscrive un ordine del giorno perché l'obbligo della cauzione resti solo per i nuovi contratti

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 PRATO. Da Prato - su proposta del vicesindaco Goffredo Borchi - parte la proposta di rivedere lo scaglionamento delle bollette dell'acqua per agevolare i nuclei familiari più numerosi. «Oggi - spiega Borchi - si paga a consumo e le famiglie numerose sono molto più penalizzate degli utenti di prima fascia, per esempio i single». Regole da cambiare in fretta, secondo il vicesindaco, che ha formalizzato la proposta nell'assemblea dell'Ato 3 che si è tenuta venerdì.  Non è l'unica novità. La cinquantina di Comuni che fa parte dell'Ato Medio Valdarno - un milione e 600.000 utenti circa - ha anche sottoscritto un ordine del giorno con il quale si chiede la modifica della cauzione, quella quota - calcolata sulla media dei consumi di ogni utente - che i cittadini erano tenuti a versare a Publiacqua se rifiutavano la domiciliazione in banca del pagamento delle bollette. Da ora in poi la domiciliazione sarà prevista solo per i nuovi utenti «e il meccanismo di pagamento - spiega Borchi - è ancora tutto da decidere». Ovviamente non sarà calcolata sulla media dei consumi, ma con ogni probabilità rappresenterà un quota fissa.  Confermato, invece, l'aumento delle bollette in conseguenza dei 740 milioni di euro di investimenti che verranno fatti nell'area dell'Ato nei prossimi undici anni e il cui peso ricadrà in tariffa. «L'assemblea - continua Borchi - ha bocciato la proposta di allungare la convenzione con Publiacqua di cinque anni (fino a 2026 ndr) anche perchè con o senza quei cinque anni in più le bollette, nei prossimi tre anni, sarebbe aumentate ugualmente». Rincari forti: del 5% ogni anno che in numeri, su una bolletta media di 200-240 euro l'anno - porteranno ad aumenti di circa 10 euro ogni anno. La manca revisione del convenzione ha anche un'altra ragione: l'accordo ha valenza di contratto, e nel contratto era previsto il pagamento dei canoni ai Comuni per l'uso che Publiacqua fa delle fogne e della rete idrica. Canoni che una legge del 2006 (successiva all'istituzione di Publiacqua nel 2002) ha cancellato. Rivedendo la convenzione i Comuni si sarebbe potuti trovare a dover ripagare Publiacqua dei canoni ricevuti e che per l'80 per cento dei casi sono stati cartolarizzati, quindi già ricevuti e incassati. Prato, in particolare, potrebbe dover pagare 52 milioni di euro.  E' stata però avanzata la richiesta di eliminare il peso dei grossi investimenti in tariffa: «Firenze, per esempio, - spiega Borchi - dovrà intervenire per depurare la riva sinistra dell'Arno, un investimento di 80 milioni di euro che se dovesse finire nelle fatture le farebbe schizzare. La nostra proposta - aggiunge - che porteremo in Regione, è quella di far confluire l'onere degli investimenti nella fiscalità generale». Una battaglia politica sulla quale i Comuni si sono trovati d'accordo e che inizierà ad anno nuovo. Nella prossima assemblea che si riunirà a fine gennaio, verranno anche ripartiti gli investimenti sui territori: a Prato verranno fatti interventi - da decidere quali - per circa cento milioni.

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di Redazione web