Il Tirreno

Prato

Un incubo in auto, ritardi abissali

Barbara Burzi
La traversata di piazza Duomo
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La traversata di piazza Duomo

La rabbia dei cittadini bloccati: «Eppure la neve era stata annunciata»

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 PRATO. Sembrava una spolverata, all'inizio. Invece la neve, nel giro di poco, ha imbiancato tutta la provincia e la situazione si è fatta subito critica: traffico in tilt, strade bloccate, file e qualche tamponamento all'imbocco dei sottopassi che sono stati tutti chiusi nel primo pomeriggio. E con i disagi e i disservizi registrati anche nel trasporto pubblico e nei mezzi di soccorso, sono arrivate le proteste dei cittadini, rimasti incolonnati nelle strade per ore, in ritardo al lavoro e all'uscita delle scuole e degli asili, dove, in alcuni casi, i figli sono rimasti ad aspettare i genitori per gran parte del pomeriggio.  Punti critici. Diversi quelli segnalati: all'imbocco dei sottopassi, alla rotonda della stazione, che nel pomeriggio si è trasformata in un lastrone di ghiaccio creando disagi agli automobilisti. E tutta l'area dell'ospedale rimasta completamente congestionata dal traffico. Più critica la situazione delle strade provinciali, in particolare all'imbocco del ponte Lama. Ma non solo.  Ambulanze in ritardo. Alla Querce un'auto è finita contro un muro e i mezzi di soccorso sono arrivati con oltre mezz'ora di ritardo perché non riuscivano a circolare. «E' successo tra via Mugellese, via del Guardingo e via Baccio Bandinelli - racconta Isabella Carli, volontaria della Pubblica Assistenza che per prima è intervenuta - La donna alla guida ha perso il controllo dell'auto sbattendo contro un muro e ferendosi alla testa. L'ambulanza inviata dal 118 non è potuta arrivare subito per via del traffico». Tutte le operazioni dei mezzi di soccorso, ieri, sono state rallentate e diverse ambulanze hanno avuto difficoltà persino a raggiungere il pronto soccorso del Misericordia e Dolce. «La situazione è critica - dice Simone Tripodi, volontario della Pubblica assistenza e capogruppo Pd alla Circoscrizione Est - Il problema maggiore riguarda i servizi sociali per il trasporto di quelle persone che devono raggiungere strutture pubbliche (per esempio chi deve fare l'emodialisi) ed essere riaccompagnate a casa. La situazione è aggravata dal fatto che le rampe d'accesso al pronto soccorso sono completamente ghiacciate».  A rischio anche i pedoni. In città è il caos. Lo dice chi, ieri, si è visto tagliare la strada dai pedoni che camminavano lungo la carreggiata anziché sui marciapiedi.  Giornata no-stop nel traffico. Vergaio-Prato centro, 3 ore e mezzo; piazza San Marco-Maliseti, 2 ore e 20; viale Montegrappa-via Zarini, un'ora. Questi i tempi medi di percorrenza nella giornata di ieri. Tre ore e un quarto in macchina senza nemmeno andare a pranzo per un automobilista che è dovuto rientrare a lavoro senza riuscire a raggiungere Narnali, dove abita, dal centro. L'odissea di Claudia Sambo è durata oltre due ore: «A un certo punto mi sono trovata in un tratto rettilineo di via Liliana Rossi rischiando un incidente - racconta - Per frenare davanti a un pedone la macchina ha slittato: possibile che nessuno abbia pensato di spargere il sale nonostante si sapesse dell'arrivo di questa nevicata da martedì?».  «Un'ora per fare un chilometro - è lo sfogo di Gabriele Bonacchi - E durante il tragitto, ho aiutato cinque macchine a rimettersi in carreggiata». «Sono indignata - si sfoga Maria Rosaria Bernasconi - Sono uscita di casa all'una per andare a prendere mia figlia al Liceo Copernico e sono rientrata a Seano alle 20 di stasera. In tutto questo tempo non ho visto nemmeno un vigile: dove sono tutti? Per fortuna al ponte di Tavola c'era un gruppo di volontari, tra cui molti cinesi, ad aiutare le macchine a immettersi nella statale, perché la strada era una lastra di ghiaccio».  Il bimbo a casa della maestra. E'la vicenda raccontata da Roberto Guerrini. «Sono partito da piazza Mercatale alle 11.40 per andare a prendere mio figlio a scuola a San Giorgio a Colonica, ma alle 18.30 sono ancora al macrolotto - dice al telefono - Intanto ho chiesto alla maestra di portare mio figlio con sé a casa sua».  «Paralisi annunciata». I cittadini non fanno altro che ripeterlo: «Dove sono gli spalaneve e gli spargisale dato che la bufera era stata prevista da giorni?». E' un coro di voci. Anche Mauro Pasquini della Croce d'oro fa sentire la sua: «Piove e la città s'allaga, nevica e si ghiaccia: la gente è stufa di dover sopportare queste situazioni per colpa di chi non sa amministrare - incalza - Visto che stavolta la neve era stata annunciata, il caos poteva essere evitato. Invece succede che le ambulanze non partono e le sepolture vengono rimandate perché la gente non è in grado di raggiungere i cimiteri». La protesta dilaga anche su Facebook: «Vi siete dimenticati di noi cittadini».

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