Gioco
Un arsenale nelle case degli otto skinheads
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I coltelli e le svastiche sequestrate nelle case degli otto naziskin individuati dalla Digos dopo un’aggressione a due trentenni davanti a un locale2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Fa impressione l'arsenale sequestrato dalla sezione investigativa della Digos nelle abitazione degli otto skinheads denunciati per aver aggredito, la notte del 16 ottobre, due giovani pratesi davanti al Club Exenzia di via Sambo a Maliseti. Un'aggressione a sfondo politico: giovani nazisti contro due presunti skin di sinistra. L'indagine della Digos sfociata giovedì nelle perquisizioni a casa di quattro pistoiesi, tre pratesi e un calenzanese, tra cui una ragazza, è stata illustrata ieri dal procuratore capo Piero Tony, dal questore Filippo Cerulo e dal dirigente della Digos Garbagna. Tre degli otto denunciati, tutti pistoiesi, facevano parte del gruppetto che l'ottobre dell'anno scorso picchiò un venditore di fiori bengalese dietro al Duomo di Prato. Uno di loro aveva in precedenza aggredito un marocchino. Stavolta invece se la sono presa con due trentenni individuati come simpatizzanti di estrema sinistra, gli skin rossi detti anche Sharp (skinhead against racial prejudice) ma forse era solo un pretesto per menare le mani. La sera del 16 ottobre i due furono accerchiati dal branco fuori dal locale e sopraffatti: a uno furono dati 14 punti di sutura in testa, all'altro cinque su una guancia. Le indagini si sono subito indirizzate verso uno degli aggressori, un ventenne residente a Prato riconosciuto in foto, poi la Digos ne ha individuati altri sette, di età compresa tra i 18 e i 23 anni. Il ventenne ora ha l'obbligo di dimora col divieto di uscire di notte, gli altri sono stati denunciati per lesioni. Nelle rispettive abitazioni sono stati trovati pugnali, tirapugni, una sciabola, materiale di propaganda nazifascista, svastiche a profusione e l'immancabile Mein Kampf di Hitler. In alcuni computer, anche questi sequestrati, la polizia postale spera di trovare elementi per verificare eventuali responsabilità del gruppo in altre aggressioni, anche se va detto che almeno a Prato non si sono segnalati episodi di particolare gravità negli ultimi tempi se si esclude l'aggressione isolata alla sede di Rifondazione comunista. Dunque il valore dell'indagine della Digos è duplice: aver trovato gli aggressori dei due trentenni e aver messo un freno ai neri violenti prima che la situazione potesse degenerare. L'area degli skinhead nazifascisti potrebbe contare circa 50 elementi tra Prato e Pistoia. P.N.
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