Il Tirreno

Prato

Strade trappola, coro di proteste

Strade trappola, coro di proteste

Qualcosa non ha funzionato, migliaia di automobilisti bloccati nel gelo

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 PRATO. Ora chi è superstizioso darà la colpa al maledetto venerdì 17, ma l'eccezionale nevicata che ieri ha di fatto bloccato le strade di Prato e provincia dimostra che non si è imparato dagli errori del passato, o non si è imparato abbastanza. L'anno scorso nevicò quasi lo stesso giorno, dalla sera di venerdì 18 fino alle prime ore dell'alba, e cadde la stessa quantità di neve. Il sabato la città si bloccò e il giorno dopo decine di persone finirono all'ospedale per le cadute sui marciapiedi ghiacciati.  Stavolta è andata peggio, per motivi comprensibili: la prima spolverata c'è stata ieri mattina dalle 10 e si è formata una sottile patina di ghiaccio, poi da mezzogiorno la nevicata vera e propria, quando ormai la massa degli automobilisti era già al volante, per lavoro o per lo shopping natalizio. A quel punto la frittata era fatta: una tempesta perfetta. La temperatura non è mai risalita sopra lo zero e le principali strade sono diventate trappole per le auto, in particolare la Declassata, dove nel giro di un paio d'ore sono stati chiusi tutti i sottopassi (le auto slittavano in salita e in discesa). A completare il quadro ci hanno pensato due mezzi pesanti che si sono messi di traverso al Ponte Valli (tra la rotonda di Capezzana e Maliseti) e al Ponte Lama (da Prato Est verso i Gigli). Qualche esempio: 54 minuti da Mezzana a piazza delle Carceri (meno di tre chilometri), oltre 2 ore da Vergaio al centro storico, dalle 3 alle 4 ore da Prato a Firenze e viceversa, perché la neve, pare incredibile, ha attecchito anche sulla Firenze-Mare.  Ci sono almeno due cose che non hanno funzionato. La prima è relativa agli spargisale e agli spalaneve. Il Comune giura di aver sparso per tempo il sale sulle principali strade e di aver subito messo in campo tutti i mezzi a disposizione (ieri pomeriggio erano 8 spargisale e 7 spalaneve), ma evidentemente gli effetti non si sono visti (l'assessore Mondanelli, Protezione civile, dice la sua nell'articolo a parte). La nostra redazione è stata tempestata di telefonate di automobilisti che, in coro, si sono lamentati dell'assenza di mezzi di soccorso. La seconda cosa che non ha funzionato è l'allarme preventivo, perché probabilmente ha ragione l'assessore Mondanelli quando dice che la soluzione più efficace in questo caso sarebbe stata di tenere il maggior numero di persone a casa. Ma giovedì dal Comune non è arrivata alcuna allerta (la Regione parlava di «criticità moderata») e non si può sperare di raggiungere la massa degli automobilisti mettendo, come è stato fatto, un avviso sul sito Internet della Protezione civile. Il risultato è che molti ieri si sono messi in viaggio senza sospettare che sarebbero finiti in trappola.  Ore 15.30, sala operativa della Protezione civile in via del Ceppo Vecchio. L'emergenza è già conclamata, si accavallano le comunicazioni radio, i telefoni scottano, il responsabile Sergio Brachi, davanti al posacenere colmo di cicche si fa in quattro per rispondere a tutti, si cerca sale al magazzino di piazza Macelli, c'è difficoltà a parlare con l'Asm. Gli spargisale, le "lame" spalaneve, le ambulanze e i mezzi delle forze dell'ordine sono bloccati nel traffico. Chiedono aiuto anche da Poggio a Caiano, ma Prato ha già le sue grane da risolvere. La Cap garantisce sulla carta due bus per ogni linea, ma i bus sono imbottigliati e i passeggeri li aspettano invano. In mattinata il sindaco Cenni ha autorizzato le scuole a chiudere alle 12,30 e nel pomeriggio firmerà un'ordinanza che dispone la chiusura delle scuole oggi. Sergio Brachi assicura che si è cominciato a spargere sale fin dalle 5,30. Intanto due spalaneve dell'Asm faticano persino a uscire dal deposito di via Paronese. Arriva il dirigente Lorenzo Frasconi e ci si prepara a vegliare fino a tardi.  L'assessore Mondanelli è nel suo ufficio in Comune, coordina le operazioni di soccorso e parla coi cronisti, al suo fianco il sindaco Cenni. Alle 16,30 chiama il sindaco di Montemurlo Mauro Lorenzini che chiede uno spargisale; ci si attiva per cercarlo. Due minuti dopo chiama il segretario del Pd Ilaria Bugetti che consiglia di sbloccare il sottopasso del Serraglio che fa da tappo: nelle emergenze cadono anche gli steccati.  Nel frattempo migliaia di automobilisti imprecano al volante, i telefonini sono in tilt per il sovraccarico sulla linea, siamo sull'orlo di una crisi di nervi. I vigili del fuoco sono sommersi dalle richieste di intervento e istituiscono il doppio turno (c'è che è rimasto in servizio dalle 8 di ieri alle 8 di oggi). Con le ambulanze ferme, le pattuglie della polizia municipale si prestano a portare in ospedale chi si è sentito male. Un bus della Cap scarica i passeggeri in piazza Mercatale e un'anziana ha un mancamento: verrà accompagnata a casa da un'ambulanza della Pubblica Assistenza. Il pericolo delle prossime ore è il ghiaccio. Paolo Nencioni (Sul sito www.iltirreno.it la photo-gallery a colori della grande nevicata)

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