Sicurezza
La neve non congela l'accordo
I lavoratori Sasch votano all'unanimità per il via libera all'intesa
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PRATO.La neve caduta ieri non ha congelato l'accordo della Sasch. E quasi come una legge del contrappasso mentre i lavoratori votavano all'unanimità per non passare dalle vecchie aziende alle nuove sono rimasti bloccati, prigionieri, in azienda. Anche loro impossibilitati a rientrare verso casa per il caso creato dal maltempo. L'assemblea dei lavoratori era fissata per le 13 di ieri. Circa 200 persone, quasi tutti i lavoratori delle aziende del Gruppo. I sindacati dovevano illustrare la bozza di accordo elaborata con i rappresentanti degli azionisti di Sasch che prevede un anticipo sullo stipendio di 1.000 euro, un incentivo all'esodo di 5.300 e in cambio la firma della liberatoria per la newco dall'accollarsi i debiti dei lavoratori (competenze salariali e Tfr) come invece previsto dalla normativa sul contratto di affitto di aziende. Una liberatoria ostica da digerire per i dipendenti che i sindacati, in sede di trattativa, hanno cercato di alleggerire chiedendo - e ottenendo - che in caso di nuove assunzioni nelle newco si prendesse dalle liste dei lavoratori "licenziati". L'azienda non ha accettato invece la richiesta di lasciare responsabili le newco almeno per quanto riguarda le competenze salariali. Un'assemblea in cui i lavoratori hanno posto molte domande ai sindacati nella consapevolezza che non votare l'accordo avrebbe significato la rinuncia a quanto ottenuto, anticipo sulla tredicesima (i mille euro) compresi. Sulla vicenda pesa come un macigno la possibilità che Sasch non riesca ad andare a concordato e quindi fallisca facendo saltare tutto il piano degli affitti delle aziende. «Vista la situazione - commenta Angelo Colombo della Uil - e stato il miglior accordo possibile. Certo non ci sono certezze sul futuro. Vedremo cosa accadrà». Stessa opinione per gli altri sindacalisti. «L'assemblea dei lavoratori - ha commentato Calogero Aronica della Cisl - ha preso atto che questo è l'unico modo per tentare di ottenere qualcosa e salvare un bel po' di posti di lavoro». Più amarezza per Massimiliano Brezzo della Cgil. «Ritengo che pur avendo fatto un accordo che prevede più vie di uscita che prendono in considerazione le varie cose che potrebbero accadere si tratti di una vicenda giocata in difensiva». Ora comincia il conto alla rovescia per la presentazione dei concordati.
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