Il Tirreno

Prato

Gli imprenditori stanno alla finestra

Maria Lardara
Carlo Longo presidente della Camera di Commercio
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Carlo Longo presidente della Camera di Commercio

Dopo la ripresina una nuova frenata: e sul futuro fiducia col contagocce

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 PRATO.Se qualcuno si è adagiato sugli allori di una "ripresina" nel tessile, sappia allora che questa boccata d'ossigeno era già passata prima dell'estate. E sappia anche che gli spiragli di miglioramento di quest'anno non bastano a risollevarsi dalle ceneri di quell'annus horribilis che è stato il 2009. La fotografia della congiuntura pratese, scattata dagli uffici studi di Camera di commercio e Unione industriali, traccia una parabola in salita della produzione manifatturiera: dopo aver toccato il baratro nel secondo trimestre 2009 (-25%), era riuscita a crescere del 5% nel secondo trimestre 2010, per poi rallentare a settembre. Ma incertezza e mancanza di una visione a lungo termine regnano tra i circa 350 imprenditori intervistati. «Finora - fa notare il presidente della Cciaa Carlo Longo - le imprese hanno cercato di sopravvivere facendo zero investimenti negli ultimi 4 anni».  Vietato sbilanciarsi. Per il 60,5% dei terzisti intervistati la pagella che è stata data al primo semestre 2010 è "nella media" e così anche per il 38% dei produttori: un pizzico di prudenza è d'obbligo. Lentamente l'ottimismo torna a essere il sale della vita anche tra gli imprenditori. In termini percentuali, il saldo tra i "pessimisti" e "ottimisti" nell'ottobre 2010 (-10) recupera qualche punto rispetto ad aprile (-40). Le aspettative per i prossimi mesi si tingono di grigio. Ovvero, la proiezione per il 67% dei terzisti e il 48% dei produttori è sempre "nella media". La forbice di pensiero tra gli uni e gli altri si allarga rispetto all'opinione che, sulle previsioni, questi imprenditori avevano nel 2009. Per l'81% dei terzisti le aspettative non sono cambiate, così come per il 46% dei produttori: per il 41,6% di questi ultimi però, le prospettive sono migliori.  Vola l'export. La bilancia delle esportazioni manifatturiere si sposta sul segno più solo nel terzo trimestre di quest'anno: l'aumento è del 23% rispetto al 2009 e del 10,9% rispetto al 2008. Nel primo e secondo semestre si viaggiava intorno al +10,4% e 12,8%, ma rispetto al 2008 l'export si trovava sempre in perdita (-5,4% e -3,8%). Che significa? «La ripresa è stata vivace, ma non basta a compensare le pesanti perdite del 2008», fa notare Enrico Mongatti dell'Uip. Ottima la performance dell'export dei filati tessili (+31,7%) e degli articoli di abbigliamento (+31,2%).  Gli indicatori indiretti. Il picco di attività nella produzione tessile non scavalca l'estate. L'energia consumata nel secondo trimestre è aumentata del 10,7% per scendere al 4,6% a ottobre. Indicatori positivi anche per il gas: +13% di consumo nel secondo trimestre, +7,4% nel terzo.  Piangono i "piccoli". Il 73% dei terzisti intervistati prevede di chiudere il fatturato in questo secondo semestre con un debole +3% rispetto al 2009. In pratica, nessun sostanziale cambiamento di fatturato. «E per lavorazioni come orditure, roccature e ritorciture si arriva anche all'80% del campione», fa sapere Dario Caserta della Cciaa.  Nel 2011 non si licenzia. Si fanno i salti mortali per andare avanti, ma l'intenzione è non toccare l'occupazione. Questa almeno è la buona intenzione per i prossimi mesi per il 95% delle lavorazioni conto terzi del campione intervistato.

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