Gioco
7 detenuti rimetteranno in ordine gli archivi del tribunale
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Foto di gruppo per ideatori e partecipanti al progetto “A.p.o.l.i.d.e”3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Sembra un paradosso, ma in realtà è un progetto estremamente concreto: sette detenuti aiuteranno il Tribunale di Firenze, che mantiene una parte degli archivi in quello di Prato, ad archiviare i documenti che da trent'anni aspettano una collocazione. Il progetto è sostenuto dalla Provincia di Prato e realizzato in collaborazione fra la casa circondariale di Prato, il provveditorato regionale per l'amministrazione penitenziaria, il tribunale di sorveglianza di Firenze e il Consorzio Astir.
A.P.O.L.I.DE 21 dura sei mesi per un totale di 300 ore di cui il 60% destinati allo stage, ciascun lavoratore avrà una borsa lavoro di 500 euro mensili. «In carcere, per mancanza di fondi - spiega Antonietta Fiorillo presidente del tribunale di sorveglianza di Firenze - i detenuti non possono lavorare all' esterno, questa iniziativa, oltre ad avere un obiettivo sociale di reintegro nella società ha anche una valenza pratica, in quanto abbiamo bisogno di spazio per far posto alle nuove pratiche». Riuscire ad ottener una borsa lavoro, è un sogno di molti, ma spesso gli unici lavori che i detenuti riescono a svolgere sono quelli domestici all' interno del carcere. «Abbiamo già finanziato altri progetti finalizzati a dare una qualifica ai detenuto - ha sottolineato il vicepresidente della Provincia Ambra Giorgi - i buoni risultati di quello organizzato per la qualifica di falegname, operaio agricole istallatore di impianti elettrici e termoidraulici, sono stati il volano per finanziare anche questa iniziativa». Complessivamente al progetto sono stati destinati 37 milioni di euro, di cui 18 mila destinate alle borse lavoro. Oltre a farsi un'esperienza come archivisti, i sette partecipanti al progetto otterranno anche un attestato specifico. «Per ogni modulo frequentato - spiega Andrea Braschi direttore di Astir forma - è possibile avere una certificazione; ad esempio chi frequenta almeno il 70% delle lezioni destinate alla sicurezza potrà spendere questa qualifica in fase di ricerca del lavoro». Il compito dei sette detenuti è quello di archiviare i documenti relativi ala sezione civile sotto la supervisione di un tutor. «Abbiamo iniziato il corso con il massimo dell'impegno - spiega Julian Mecaj - sia perché è una possibilità importante, sia per non deludere la fiducia di chi ha creduto in noi, vogliamo anche lanciare un segnale forte alla società».
«La situazione nel carcere di Prato, dove il 58% dei detenuti ha ottenuto una pena definitiva - spiega il direttore Vincenzo Tedeschi è particolarmente pesante; i carcerati sono 712 a fronte di una capacità regolamentare di 476 persone, siamo invece in sofferenza per quanto riguarda soprattutto il settore sicurezza; su un organico di 344 persone previste ne disponiamo di 231». «Lavorare in questi condizioni è sempre più difficile - spiega Pia Giuffrida provveditore regionale per l'amministrazione penitenziaria - iniziative come quella di oggi, quindi rivestono un ruolo importante, a breve verrà anche istituito un tavolo regionale per pianificare e rendere migliore l'offerta lavorativa indirizzata ai carcerati».
A.P.O.L.I.DE 21 dura sei mesi per un totale di 300 ore di cui il 60% destinati allo stage, ciascun lavoratore avrà una borsa lavoro di 500 euro mensili. «In carcere, per mancanza di fondi - spiega Antonietta Fiorillo presidente del tribunale di sorveglianza di Firenze - i detenuti non possono lavorare all' esterno, questa iniziativa, oltre ad avere un obiettivo sociale di reintegro nella società ha anche una valenza pratica, in quanto abbiamo bisogno di spazio per far posto alle nuove pratiche». Riuscire ad ottener una borsa lavoro, è un sogno di molti, ma spesso gli unici lavori che i detenuti riescono a svolgere sono quelli domestici all' interno del carcere. «Abbiamo già finanziato altri progetti finalizzati a dare una qualifica ai detenuto - ha sottolineato il vicepresidente della Provincia Ambra Giorgi - i buoni risultati di quello organizzato per la qualifica di falegname, operaio agricole istallatore di impianti elettrici e termoidraulici, sono stati il volano per finanziare anche questa iniziativa». Complessivamente al progetto sono stati destinati 37 milioni di euro, di cui 18 mila destinate alle borse lavoro. Oltre a farsi un'esperienza come archivisti, i sette partecipanti al progetto otterranno anche un attestato specifico. «Per ogni modulo frequentato - spiega Andrea Braschi direttore di Astir forma - è possibile avere una certificazione; ad esempio chi frequenta almeno il 70% delle lezioni destinate alla sicurezza potrà spendere questa qualifica in fase di ricerca del lavoro». Il compito dei sette detenuti è quello di archiviare i documenti relativi ala sezione civile sotto la supervisione di un tutor. «Abbiamo iniziato il corso con il massimo dell'impegno - spiega Julian Mecaj - sia perché è una possibilità importante, sia per non deludere la fiducia di chi ha creduto in noi, vogliamo anche lanciare un segnale forte alla società».
«La situazione nel carcere di Prato, dove il 58% dei detenuti ha ottenuto una pena definitiva - spiega il direttore Vincenzo Tedeschi è particolarmente pesante; i carcerati sono 712 a fronte di una capacità regolamentare di 476 persone, siamo invece in sofferenza per quanto riguarda soprattutto il settore sicurezza; su un organico di 344 persone previste ne disponiamo di 231». «Lavorare in questi condizioni è sempre più difficile - spiega Pia Giuffrida provveditore regionale per l'amministrazione penitenziaria - iniziative come quella di oggi, quindi rivestono un ruolo importante, a breve verrà anche istituito un tavolo regionale per pianificare e rendere migliore l'offerta lavorativa indirizzata ai carcerati».
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