Il Tirreno

Prato

INTERVENTO

La divisione di Gida favorisce qualcuno e penalizza i cittadini

Giovanni Bartolomei

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 Ero presente alla seduta di consiglio comunale che ha dato mandato all'assemblea dei soci Gida (Comune, industriali e Consiag) di rendere operativo il progetto del cda di scindere Gida in due aziende: Gida-industriale e Gida-pubblica.  Siccome il servizio di depurazione delle acque reflue del comprensorio pratese, dovrebbe andare "a gara" a fine anno, si vuole giustificare la scissione con l'intento di salvaguardare la "pratesità" di almeno una parte degli impianti che rischiano di venir "usurpati".  Ma siccome è proprio grazie alla sinergia tra depurazione civile e industriale centralizzata (altrimenti le aziende "umide" avrebbero dovuto dotarsi di depuratori a piè di fabbrica) e lo smaltimento dei percolati di discarica e dei "pozzi neri", che Gida è stata in grado, per 30 anni, di garantire a cittadinanza e aziende basse tariffe e rispetto dell'ambiente, e siccome mi rammento gli annosi appetiti sui "redditizi" impianti che rimarrebbero in dote alla Gida-industriale, mi sorge il dubbio che più che salvare le tasche dei pratesi si vogliano gonfiare le tasche di "alcuni" a discapito della cittadinanza.  Questi dubbi si sono rafforzati quando ho sentito dichiarare, dalla maggioranza di destra che governa la città, che a gara sarebbe andata pressoché una "scatola vuota" (a me risulta con 15 lavoratori), che i Comuni dell'area non erano contrari all'operazione (a me risulta che siano "casomai" contrari) e che l'operazione derivava da un'autonoma e unanime decisione del cda di Gida (a me risulta che la "temperatura" delle due sedute del cda sia stata alquanto elevata, anche solo per il fatto che i consiglieri hanno saputo che il presidente Longo, aveva anticipato ai lavoratori una "ipotesi di scissione" di cui erano all'oscuro).  Si badi bene: come coordinatore della Rsa Funzione Pubblica Cgil, voglio ribadire che i miei "timori" non sono per la conservazione del livello occupazionale, per il quale ci sono state date credibili rassicurazioni, ma per la conservazione della pubblica funzione degli impianti di depurazione, per la tutela dell'ambiente e, non ultimo, per le tasche dei cittadini.

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