Trasporti
Tabaccherie a rischio rapina
Sara Camaiora
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Il tabaccaio Sandro Lizzo Un cartello: «Ingresso vietato a chi ha il volto coperto»
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PRATO. Tabaccai nel mirino dei malviventi, in particolare nelle periferie. A denunciare per l'ennesima volta questo disagio è Sandro Lizzo, titolare dell'omonima tabaccheria in via della Lastruccia, a Galciana che rimarca la mancanza di controlli nella zona di Prato ovest. «Circa 2 settimane fa è stato rapinato l'ufficio postale, sabato scorso la Conad di via Matteo degli Organi: anche noi ad agosto abbiamo subito una rapina a mano armata ma le ricerche della polizia non hanno dato nessun esito.- racconta Lizzo- Viviamo nella paura, soprattutto ora che fa buio presto. Oltre alle telecamere abbiamo messo dei cartelli che vietano l'ingresso a chi ha il volto coperto ma non basta: chiediamo maggiori controlli nella zona ovest». Poco lontano, in via Montalese, si trovano la tabaccheria Bellini e la tabaccheria Del Ponte, la prima, nel 2010, vittima di 3 rapine, di cui l'ultima, a mano armata, il 21 ottobre. «Si continua a lavorare ma si vive sempre in tensione.- spiega Paolo Bellini- Abbiamo ristrutturato i locali a giugno, mettendo telecamere, allarme collegato con le forze dell'ordine eppure c'è ancora paura». Maria Cristina Casani della tabaccheria Del Ponte vive ancora nel terrore dopo essere stata derubata lo scorso anno. «Ci sentiamo impotenti, le telecamere sono una spesa e non risolvono nulla.- fa presente-Qua mancano i controlli non si capisce perchè, alla Pietà ci sono ronde e quant'altro». «La sicurezza nelle periferie pratesi è una chimera.- afferma Giovanni Mosca, presidente della circoscrizione Prato ovest-Se viene rapinato addirittura un supermercato con centinaia di persone significa che i malviventi sono liberi di muoversi come vogliono». Più che un problema di zona però sembra essere una questione di categoria: non solo a Prato ovesti i tabaccai vengono presi di mira. Risale al 26 novembre una rapina a mano armata al bar tabacchi Katia in via Bologna, a Coiano. «E' cambiato il modo di lavorare, adesso chiudiamo prima.- segnala il titolare Stefano Diddi- Pochi giorni dopoè venuta la polizia a mostrarci foto segnaletiche ora più nessuno. E' una zona poco controllata, la via, inoltre, è male illuminata, anche i residenti a volte non riescono a vedere la porta di casa». Una categoria nel mirino, insomma, che ha tentato di dialogare anche con le istituzioni: lo scorso novembre il presidente provinciale Federazione tabaccai Bruno Rosi ha incontrato il questore Filippo Cerulo, chiedendo un aumento di sorveglianza. Ma la situazione non sembra migliorare. «Le segnalazioni continuano ad arrivare, soprattutto dalle periferie, meno trafficate e più avvicinabili», dichiara Andrea Giannuzzo della Federazione Tabaccai.
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