Il Tirreno

Prato

Lombardi chiede scusa in consiglio

Al. Ag.
La consigliera del Pdl Clarissa Lombardi
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La consigliera del Pdl Clarissa Lombardi

Circoscrizione Est: dibattito sulle frasi antirom

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 PRATO. Le frasi antirom sono approdate nel consiglio di circoscrizione Est. La consigliera Clarissa Lombardi (Pdl) si è pubblicamente scusata per le frasi scritte sul social network all'interno del suo profilo.  Il presidente della circoscrizione Alessandro Ciardi ribadisce la sua posizione. «Le esternazioni della consigliera Lombardi, certamente non condivisibili e sbagliate esprimono in realtà il disagio della stragrande maggioranza dei cittadini nei confronti di comportamenti tipici dei nomadi di etnia Rom».  L'opposizione per bocca del capo gruppo Tripodi interviene, evitando l'interrogazione scritta per "spogliare la vicenda da ogni interesse politico" e chiarendo che «non abbiamo voluto infierire ma non possiamo nemmeno fingere di non aver capito. Siamo però consapevoli che una plateale manifestazione di razzismo non può essere sminuita confinandola a semplice dibattito tra maggioranza e minoranza».  Pur rinunciando alla strumentalizzazione politica, in quanto l'unica sede di questo dibattito è il consiglio di circoscrizione, il Pd cerca di riportare la questione su un aspetto più pratico ed operativo chiedendo a Ciardi quali provvedimenti intende adottare, sia verso la consigliera Lombardi sia per riaffermare che la Circoscrizione Est respinge ogni forma di razzismo. «Lei -incalza Tripodi - si è preoccupato di cavalcare la situazione spiacevole ed imbarazzate di un suo consigliere per riproporre la questione del campo nomadi di viale Marconi, quella dello spazio di verde pubblico occupato abusivamente (cito le sue parole rilasciate alla stampa). Inoltre ha dichiarato di non essere stato interpellato né in parere né in permesso dalla sua amministrazione per le decisioni prese ed attuate a livello centrale in questi ultimi mesi». Ciardi continua a ribadire che la stessa circoscrizione Ovest non ha voluto occuparsi del caso e che il dirigente dell'assessorato alle Politiche sociali della passata giunta, ha ordinato lo sfratto nella casa di via Bologna e poi ha accompagnato la famiglia nel campo nomadi di viale Marconi dove non essendo stati accolti si sono sistemati nell'area verde adiacente. La risposta ha suscita l'ira del consigliere Francesco Ricciarelli che ha ricordato al presidente che non si sta parlando di pacchi postali, ma di persone.

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