Gioco
Inchiesta partita da alcune denunce
Gli interessi salivano fino al 600 per cento per chi non pagava
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PRATO. L'indagine è iniziata a luglio scorso sulla base di una querela di una delle presunte vittime. Nelle settimane successive sono state rintracciate altre tre persone che hanno ricevuto prestiti a tassi tra il 60% e il 600%. Ma tutto sarebbe partito dalla droga: secondo la tesi della Procura, Caldareri spacciava da anni cocaina. Un bel giorno insieme alla moglie avrebbe cominciato ad accettare in pagamento cambiali per importi molto più alti del dovuto. In un caso, un debito di 50.000 euro si è trasformato in 400 cambiali per 200.000 euro. Ed ecco quindi che lo spaccio della droga sarebbe diventato solo lo strumento per arrivare allo strozzinaggio dei clienti. Un giro di affari che è cresciuto vorticosamente nel giro di pochissimo tempo e che avrebbe portato la coppia ad avere una disponibilità di beni mobili ed immobili davvero notevole, sottraendoli alle loro vittime che erano incapace di pagare i debiti.
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