Attenzione
La direzione del centro di studi oncologici affidata a Libero Santarpia, ricercatore rientrato dagli Stati Uniti
A Prato si studiano cure per i tumori al seno
Alessandra Agrati
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Libero Santarpia con Angelo Di Leo All'ospedale inaugurato il laboratorio di ricerca translazionale
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PRATO. Il polo scientifico di Prato acquisisce un altro pezzo: all'ospedale è stato inaugurato il laboratorio di ricerca translazionale che, oltre a fare ricerca applicata in campo oncologico, realizzerà cure specifiche per le pazienti ammalate di cancro alla mammella con metastasi. A dirigerlo sarà Libero Santarpia, un ricercatore rientrato appositamente dall'America per lavorare nel team pratese. «Il nostro obiettivo - spiega Santarpia - è di trovare i farmaci specifici per ogni donna utilizzando quelli biologici dove la tossicità è minore e i benefici sono maggiori». Il laboratorio, che si trova all'interno di Anatomia Patologica è stato realizzato con il contributo della Fondazione Sandro Pitigliani, dell'Unione industriale, della Fondazione CariPrato, di CariPrato e con quello dell'associazione Italia Ricerca Cancro che ha messo a disposizione 750.000 euro in cinque anni. «Siamo felici di aver raggiunto un altro obiettivo importante - ha sottolineato Giovannella Pitigliani - grazie anche alla collaborazione di tanti cittadini, medici e amministratori che credono al nostro operato». Uno fra tutti è sicuramente Angelo Di Leo direttore del Dipartimento di Oncologia: «Il Laboratorio - ha sottolineato - oltre ad avere un ruolo importante per la cura dei pazienti si è anche rivelato un catalizzatore per ricercatori italiani che da anni lavoravano in America: a gennaio arriveranno altri due giovani che contribuiranno ancora di più a fare di questo laboratorio un centro di eccellenza». Non solo nuovo personale ma anche innovative attrezzature arriveranno nei prossimi mesi. «Mi impegno - ha detto l'assessore Dante Mondanelli - a sostenere l'acquisto di una speciale attrezzature capace di leggere l'intero genoma». In Italia per ora esistono solo due esemplari di questa macchina. La regia di tutto il laboratorio è stata condotta dal direttore generale Bruno Cravedi che ha lavorato per creare un centro di ricerca all'interno di un ospedale: «Il polo pratese - ha spiegato - rientra nella logica dell'Istituto toscano dei Tumori e necessita di una stretta collaborazione fra le varie discipline, ovviamente sarà a disposizione anche dei pazienti che non risiedono a Prato». L'equipe che lavora nel laboratorio oltre a Santarpia è composto dalle biologhe Silvia Bessi, Silvia Capadonna, Francesca Galardi, Laura Paladini, dagli oncologi Erica Moretti, Catherine Oakam, Marta Pestrin e Mara Truglia, dal citologo Marco Ottavantonio e dal tecnico di laboratorio Paola Pelacani. «La passione e la dedizione - ha ricordato Augusto Giannini direttore dell'unita di Anatomia Patologica - sono gli elementi fondamentali di questo laboratorio».
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