Il Tirreno

Prato

Un anticipo di 1.000 euro per tutti i lavoratori Sasch, intesa di massima

Dipendenti Sasch in assemblea
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Dipendenti Sasch in assemblea

Cinque ore di trattativa tra sindacati e rappresentanti della proprietà ora si aspetta il parere della Regione e dei dipendenti del Gruppo

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 PRATO. Ore decisive per la vertenza Sasch. Il conto alla rovescia è cominciato. La proprietà ha fatto sapere che il termine ultimo per la presentazione del concordato è giovedì 16 dicembre. Slittare sostengono dall'azienda significherebbe fallimento. Per l'istanza in corso, quella presentata il 23 novembre, la prima udienza è fissata per il 20 gennaio. Intanto l'incontro tra sindacati e proprietà ha prodotto un'intesa di massima che prevede, tra l'altro, il pagamento di 1.000 euro per lo stipendio di novembre.  LA TRATTATIVA. Ieri la trattativa tra Sasch e sindacati è andata avanti per ore. Nella tarda serata di ieri si è arrivati a un intesa di massima che si concretizzerà una volta che Cgil, Cisl e Uil avranno fatto le opportune verifiche con gli avvocati, si avrà il nullaosta della Regione e il parere positivo dei lavoratori in assemblea. L'intesa trovata dopo 5 ore di confronto prevede vari punti. Si comincia con un anticipo sullo stipendio di novembre di 1.000 euro per tutti i dipendenti tranne per coloro che lavorano a Poliuretani e Trt che invece avranno, come annunciato, il salario intero. Su questo c'è da definire la data dai pagamenti: i sindacati hanno chiesto che avvengano entro Natale, l'aziende preme per erogarli entro il 31 dicembre. I dipendenti che passeranno dalle vecchie società alle newco lo faranno con gli stessi salari, avranno un contratto a tempo determinato per un anno per consentire se la situazione precipitasse l'attivazione della cassa integrazione e saranno assunti seguendo criteri oggettivi. A "passare" da una parte all'altra saranno tutti i dipendenti di Trt e Poliuretani, 13 dipendenti di Sasch e 4 di Gommatex Jersey. Quelli che invece rimarranno fuori avranno il pagamento cassa integrazione, mobilità, l'incentivo all'esodo di 5.300 euro e i soldi dovuti per il mancato preavviso. Sarà garantito il ripescaggio dei dipendenti licenziati in caso di nuove assunzioni nelle newco per 24 mesi. Rimane aperto per quanto riguarda la liberatoria il punto che prevede la rinuncia alla risponsabilità in solido delle newco per il Tfr (che comunque sarebbe garantito dal concordato o comunque dall'Inps in caso di fallimento) mentre le nuove società potrebbero essere chiamate in causa per le competenze relative ai salari. Su questa richiesta dei sindacati, ritenuta dirimente, l'azienda ha preso tempo. Per i dipendenti dei negozi sarà prevista la cassa integrazione in deroga ma gli accordi saranno fatti a livello nazionale e poi, a cascata, in ogni Regione.   CRITICHE DELLA CGIL. Daniele Quiriconi della segreteria regionale della Cgil è molto duro sul doppio ruolo del sindaco-imprenditore Cenni che non può chiedere che Fidi Toscana intervenga «come un bancomat» che «si impegna come strumento di garanzia in favore di attività industriali e non si può pensare che ogni volta che ci sono problemi di liquidità si impegni direttamente». Critico anche sulla richiesta alla Regione di attivarsi per far riconoscere Prato come area di crisi. «In Toscana ci sono altre realtà che hanno le caratteristiche per essere aree di crisi. E' discutibile che si invochi l'aiuto del Governo amico per, di fatto, interventi ad personam».  FIDI E AREE DI CRISI. L'assessore regionale Gianfranco Simoncini sull'intervento di Fidi Toscana è chiaro: «Ho detto già nella riunione dei giorni scorsi che Fidi può intervenire per un accompagnamento nei rapporti col sistema bancario e per trovare eventualmente imprenditori interessati a entrare nelle newco o a rilevare le aziende ma non per un ingresso diretto del capitale». Per quanto riguarda le aree di crisi Simoncini ha sottolineato che «un intervento come quello fatto per Massa è impossibile in quanto si è applicato un accordo per le aree siderurgiche» mentre «lo strumento delle aree di crisi complesse, per cui mi informerò nuovamente col Governo e che potrebbe coinvolgere sia Massa sia Prato, mi risulta non sia coperto da alcuna risorsa».  IN AGENDA. L'incontro per oggi in Regione potrebbe saltare. L'assessore Simoncini è in preallerta per un incontro a Roma al Ministero per la Eaton. Se questo fosse confermato, ed è altamente probabile, per Sasch ci sarà un rinvio a domani mattina. E sempre domani mattina il sindaco Cenni ha in agenda un incontro col direttore di Fidi Toscana.  IL PD. «Il sindaco voleva salvare Prato... ma adesso chi sta salvando? Il proprio patrimonio personale?». Se lo chiede la segreteria provinciale del Pd, riunitasi ieri pomeriggio per discutere della situazione economica del distretto e del caso Sasch.  La segreteria Pd condivide la posizione espressa dalla Cgil regionale, che ha posto problemi della trattativa in corso sulla chiarezza del ruolo di Cenni, che si ritrova a giocare due parti in commedia.  «L'obiettivo prioritario è e rimane quello di salvaguardare i livelli occupazionali, i posti di lavoro e di impedire che il crack metta in ginocchio decine di artigiani e contoterzisti - sintetizza Bugetti - La Sasch ha un solo sistema per chiedere ed ottenere un impegno pubblico e del sistema economico regionale: presentare un piano che risolva i problemi delle aziende insieme a quelli dei lavoratori».  Sul concordato l'azienda ha comunicato ai sindacati che per Trt e Poliuretani i creditori chirografari sono garantiti «per oltre il 100% dei loro crediti».

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