Italia
Testimoni stoppati dal console
Paolo Nencioni
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Sconcerto in Tribunale per la decisione del Consolato Processo per violenza: negato senza motivo il visto a due albanesi
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PRATO. Dovevano testimoniare in un processo estremamente delicato, per una presunta violenza sessuale subita da una bambina a Montemurlo, ma i testimoni chiave, due albanesi, non hanno potuto comparire davanti al Tribunale. Lo ha deciso il console italiano a Valona, che non ha concesso il visto nonostante una precisa richiesta scritta del presidente della sezione penale, Ettore Nicotra. Sono rimasti tutti di stucco ieri in Tribunale, il giudice Nicotra, il pubblico ministero Canovai e gli avvocati difensori Febbo e Malerba, quando è stato letto lo stupefacente fax arrivato dal Consolato. Secondo il burocrate che attualmente rappresenta il nostro paese a Valona, la richiesta inviata nei giorni scorsi dal Tribunale di Prato tramite la Questura non era adeguatamente motivata, oltre al fatto che i due testimoni non avrebbero i requisiti economici per mantenersi nel nostro paese anche per pochi giorni. Eppure il fax inviato dal Tribunale non si prestava a equivoci: vi si indicavano le generalità dei due, il motivo urgente per cui bisognava concedere il visto, la ragioni di opportunità. Ma non è bastato. E non si tratta di un processo qualsiasi. Come detto c'è di mezzo una presunta violenza sessuale su una bambina. Tra l'altro era l'ultima udienza utile perché il collegio giudicante cambierà (un giudice verrà trasferito) ed è stato solo grazie alla buona volontà del difensore Federico Febbo che gli atti potranno comunque essere utilizzati. Ciliegina finale: da sabato i visti tra l'Albania e l'Italia verranno liberalizzati e tutti potranno venire quando vorranno.
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