Il Tirreno

Prato

«Solo polveroni sulle partecipate»

Cristina Orsini
«Solo polveroni sulle partecipate»

Stefano Ciuoffo chiede che la politica torni a parlare dei problemi

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 PRATO. Rimettere a posto la situazione. O in altri termini: riportare la discussione politica, soprattutto quella del Pd, sui temi della città: il valore delle partecipate, l'attacco del centrodestra a Consiag, il conflitto d'interessi del sindaco Roberto Cenni nella vicenda Sasch. E' la volontà di Stefano Ciuoffo, leader di quella parte di democratici che ha recepito con sorpresa - e non solo loro - le prese di posizioni della segretaria Bugetti su Consiag.  Che succede?  «Credo si stiano affrontando in maniera affrettata questioni essenziali per la città. E se si parla di partecipate trovo che siano stati avanzati temi che poco hanno a che vedere con lo sviluppo effettivo dell'azienda».  E' una critica a Bugetti?  «Non mi interessa e non mi preoccupa un approccio diverso delle varie anime del partito anche su temi importanti. Mi proccupa invece che a ventiquattro ore dalla direzione Pd, convocata per trovare una linea comune sulle partecipate, escano sulla stampa rappresentazioni diverse da ciò che è accaduto. Ma bisogna stare attenti a non cadere nelle trappole del centrodestra che quando si trova con un governo in difficoltà tenta di alzare polveroni inutili e di parlare d'altro».  Qualcuno dice bugie?  «Il Pd non deve perdere tempo a difendersi su questioni di dettaglio. E mi riferisco anche a ruoli e posizioni. Vediamo che cosa è accaduto davvero: che a Prato sono state create aziende pubbliche di servizio d'eccellenza a partire proprio da Consiag. Giudico estremamente banale il modello che il centrodestra propone: Consiag come azienda di partito o di famiglia senza che si riconosca il ruolo che ha avuto per la città e per la sua economia. Un ruolo che invece il Pd dovrebbe rivendicare con orgoglio ma sul quale, invece, sento freddezza. Consiag è un'azienda che ha agito per supportare i Comuni, che ha condiviso i guadagni con i soggetti pubblici e in particolare il Comune di Prato dovrebbe sapere con quali margini, che ha soddisfatto gli utenti e che si è preoccupata di estendere la rete di servizi, impegno che un privato non avrebbe mai preso. Mi riferisco, per esempio, alla Valbisenzio. Crede che un privato avrebbe portato la rete del gas lassù? E non solo, è l'unica azienda che è riuscita ad avere, con l'energia, un ruolo forte a livello regionale, con Estra, appunto ed è questa la sfida culturale vinta su un centrodestra che invece a Prato continua a guardare all'indietro e agisce come se la politica locale potesse o peggio dovesse inteferire con le scelte. Il Partito democratico non lo deve permettere».  E invece che fa il Pd?  «Mi pare stia prestando il fianco a confermare quel modello nebuloso della multiutility caro a Cenni. Così si perde di vista il fatto che Consiag non è di un partito ma dei Comuni soci, appartiene a scale decisionali ben più complesse di un ragionamento fatto col sindaco».  Che ne dice della doppia veste di Cenni nelle trattative sulla Sasch?  «Mi chiedo, per esempio, in Regione in quale veste ci sia stato. E come può essere un sindaco che difende i livelli occupazionali quando poi deve andare a difendere sè stesso. Il modello che sta uscendo è quello di un sindaco che difende sè stesso. Mi pare però che l'istituzione pubblica abbia invece il dovere di pensare prima ai lavoratori, all'indotto, agli artigiani. Credo abbia ragione il sindacato quando si chiede con quale giacchetta Cenni si presenta alle trattative.»  Perché il centrodestra attacca Consiag?  «Vedo solo incongruenze: perchè si dice di volerlo vendere per fare cassa ma contemporaneamente se ne parla male. Non vorrei che il centrodestra assumesse a modello le strategie di Berlusconi in materia di gas e gasdotti. La mia impressione è che non vogliano vendere ma siano impegnati in una battaglia di poltrone».  Che accadrà nei prossimi giorni?  «Sento parlare di un'assemblea fissata per sabato e mi aspetto che sia il luogo di un confronto pieno senza sterzate il giorno dopo. Mi aspetto rispetto, unità di visioni e comportamenti».

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