Sicurezza
Vivacità nel mondo del lavoro durante l’estate: migliora la situazione delle donne e dei giovani
Più contratti ma la parola d'ordine è a termine
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PRATO. Saldo positivo fra avviamenti e cessazioni nei rapporti di lavoro nel terzo trimestre del 2010. Migliora la situazione per giovani e donne. Si fanno più contratti, ma si conferma la tendenza alla precarizzazione. E' quanto emerge dall'analisi dei dati presentata ieri dalla Provincia. Un dato da prendere con le molle perché riferito al terzo trimestre del 2010 e influenzato quindi da vari fattori: le assunzioni per la ripresa delle scuole e la ripresina (a termine) in alcune fasi del tessile, come la tessitura e la filatura.
«Rispetto al 2009 il miglioramento è visibile, anche se la cautela è necessaria», ha spiegato la vice presidente della Provincia Ambra Giorgi. I contratti sono perlopiù a termine e per chi li ha avuti durante la mobilità sono mediamente di 5 mesi. Nei mesi luglio-agosto-settembre 2010 il saldo totale avviamenti-cessazioni risulta positivo e raggiunge un +1.267. I settori dove c'è più movimento sono l'abbigliamento, i servizi alla persona e il commercio.
Le cose non vanno bene per il tessile ma anche per costruzioni, maglieria e metalmeccanico. Complessivamente le assunzioni nel terzo trimestre 2010 sono state 10.718 (54% donne, 46% uomini). Il maggior numero di assunzioni spetta all'abbigliamento (19%), seguono il commercio (11%), il tessile (8%), i servizi alla persona (10%).Le assunzioni crescono di più per gli extracomunitari (42%) e i nati in Cina (37%).Nel terzo trimestre del 2010 sono stati inseriti nelle liste di mobilità 402 lavoratori, rispetto allo stesso periodo 2009, con un aumento del 4% circa (nel 2009 si ebbero 385 inserimenti).
Il tessile è ancora il settore di provenienza largamente dominante (46%), seguono commercio (11%) e edilizia (10%). Per il secondo trimestre consecutivo diminuisce leggermente il numero complessivo degli iscritti (3.980) al 30 settembre 2010. Nel terzo trimestre 2010 dalle liste di mobilità sono usciti 574 lavoratori (l'82% sono italiani), molti di più dei 382 previsti. Dall'analisi dei singoli casi emerge che 62 persone hanno avuto un contratto a tempo indeterminato e 193 hanno trasformato in tempo indeterminato un lavoro a tempo determinato. Dei 308 lavoratori che sono usciti per aver terminato il periodo massimo di iscrizione circa il 50% però non ha trovato occupazione.
«Rispetto al 2009 il miglioramento è visibile, anche se la cautela è necessaria», ha spiegato la vice presidente della Provincia Ambra Giorgi. I contratti sono perlopiù a termine e per chi li ha avuti durante la mobilità sono mediamente di 5 mesi. Nei mesi luglio-agosto-settembre 2010 il saldo totale avviamenti-cessazioni risulta positivo e raggiunge un +1.267. I settori dove c'è più movimento sono l'abbigliamento, i servizi alla persona e il commercio.
Le cose non vanno bene per il tessile ma anche per costruzioni, maglieria e metalmeccanico. Complessivamente le assunzioni nel terzo trimestre 2010 sono state 10.718 (54% donne, 46% uomini). Il maggior numero di assunzioni spetta all'abbigliamento (19%), seguono il commercio (11%), il tessile (8%), i servizi alla persona (10%).Le assunzioni crescono di più per gli extracomunitari (42%) e i nati in Cina (37%).Nel terzo trimestre del 2010 sono stati inseriti nelle liste di mobilità 402 lavoratori, rispetto allo stesso periodo 2009, con un aumento del 4% circa (nel 2009 si ebbero 385 inserimenti).
Il tessile è ancora il settore di provenienza largamente dominante (46%), seguono commercio (11%) e edilizia (10%). Per il secondo trimestre consecutivo diminuisce leggermente il numero complessivo degli iscritti (3.980) al 30 settembre 2010. Nel terzo trimestre 2010 dalle liste di mobilità sono usciti 574 lavoratori (l'82% sono italiani), molti di più dei 382 previsti. Dall'analisi dei singoli casi emerge che 62 persone hanno avuto un contratto a tempo indeterminato e 193 hanno trasformato in tempo indeterminato un lavoro a tempo determinato. Dei 308 lavoratori che sono usciti per aver terminato il periodo massimo di iscrizione circa il 50% però non ha trovato occupazione.
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