Il Tirreno

Prato

L'impianto scarta-plastica

Barbara Burzi
L’assessore Borchi insieme al presidente Asm Canovai
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L’assessore Borchi insieme al presidente Asm Canovai

All'Asm un nuovo sistema per la separazione dei rifiuti

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 PRATO. L'impianto per la separazione di materiali plastici dal rifiuto indifferenziato è entrato in funzione. Dopo una prima fase di rodaggio, nel giro di qualche mese questo sistema sarà in grado di riconoscere frazioni di plastiche, classificarle e analizzarle singolarmente ai fini di ricollocarle sul mercato del riciclo. Al vaglio,i rifiuti provenienti da tutta l'area metropolitana.  Il nuovo macchinario con sede nel polo tecnologico di Asm, è stato inaugurato ieri dalle tre aziende che coprono l'area metropolitana (Pistoia, Pistoia, Empolese-Valdelsa, Firenze) nell'ambito del progetto Ariel (Advanced recycling implementations to elide landfilling). «Lo scopo del progetto è quello di migliorare la gestione integrata dei rifiuti - spiega Massimo Castellani, ingegnere Publiambiente, azienda capofila - con un macchinario che tratta l'indifferenziato residuo da qualsiasi raccolta, riuscendo a intercettare i flussi di materiali plastici per avviarli a un processo virtuoso. Se la plastica ricavata dalla speciale lavorazione è già pronta per essere riciclata, si procederà a ricollocarla sul mercato del recupero. Diversamente, verrà sottoposta a ulteriore lavorazione».  Complesso il funzionamento dei macchinari che compongono il nuovo impianto: il materiale plastico viene individuato per mezzo di un riconoscimento ottico e separato dal resto del rifiuto con getti d'aria compressi localizzati. «Può trattare fino a un massimo di 450 tonnellate di indifferenziato al giorno - sottolinea Castellani - da cui si ha l'ambizione di intercettare dal 3 al 5 per cento di plastica. Da questa massa di rifiuti proveniente dai cassonetti di tutta l'area metropolitana, circa 15-20mila tonnelate di plastica potrebbero uscire dal circuito dello smaltimento per entrare in quello del recupero. Minore è la quantità di rifiuti inviati in discarica, maggiori sono i vantaggi in termini economici e di ricaduta ambientale sul territorio».  L'iniziativa è stata cofinanziata al 50% dalla Comunità europea (per un milione di euro) e per il restante 50 dalle aziende socie (Asm, Publiambiente e Quadrifoglio).

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