Sicurezza
Credito più facile per i terzisti con l'accordo Siac
Maria Lardara
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PRATO. Purtroppo chi fa il terzista da una vita lo sa bene. Se non si riscuote una commessa, con buona probabilità quando si andrà a bussare alla porta della sua banca per un prestito questa sarà chiusa. Ma da oggi un nuovo doppio filo lega terzisti e committenti nel distretto ed è racchiuso nello slogan "Meno rischio, più credito", che fa da leit motiv al nuovo accordo sottoscritto da Unione pratese, la società Euler Hermes Siac (società di assicurazione crediti) e tre istituti di credito (Cariprato, banca Mps, Unicredit). Il principio dell'operazione rimanda a quell'etica tanto invocata nel distretto. In pratica il lanificio si erge da garante nei confronti della tintoria, rifinizione, tessitura o filatura attraverso l'assicurazione che anche il terzista però dovrà sottoscrivere con Euler Hermec Siac per un premio minimo di 4.600 euro all'anno nel caso di imprese più piccole. Viene così "assicurato" il credito del committente, in modo che l'istituto che finanzia il terzista abbia la certezza che la commessa sia solvibile. In caso di insolvenza, la polizza emessa da Euler Hermes Siac sarà liquidata alla banca, facendo così fede per l'erogazione di credito al piccolo. Un progetto dunque pensato per dare nuova linfa e solidità finanziaria al tessuto della filiera e che, secondo il presidente dell'Uip Riccardo Marini, non ha precedenti sul panorama nazionale: «Ci faremo promotori di questo modello di relazioni fuori dal distretto: la filiera, d'altro canto, è la parte più importante delle nostre aziende». Vasta la platea di attori che, grazie alla formula "Meno rischio, più credito", potrebbero sposare la logica di una filiera assicurata. Secondo Euler Hermes Siac, con cui sono assicurati 130 lanifici pratesi: 1303 terzisti e 1204 aziende committenti per un fatturato di oltre un miliardo di euro. La filiera di riferimento è il tessile. «Ma altre filiere affini potrebbero beneficiare di questo strumento innovativo - spiega Massimo Falcioni, direttore commerciale di Siac. A ravvisare un risvolto etico in tutta questa operazione è il vicepresidente dell'Uip Vincenzo Cangioli che quando parla di "terzisti" si rivolge anche agli artigiani, non solo ai soci dell'Unione: «In una filiera più garantita dal punto di vista delle insolvenze le relazioni tra committenza e subfornitura sono migliori».
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