Il Tirreno

Prato

«Se Prato non pensa ai giovani finirà per perdere il suo futuro Serve un patto tra generazioni»

Studenti davanti al Polo universitario
◗
Studenti davanti al Polo universitario

Le proposte del "Laboratorio via del Cittadino": prestiti agevolati soldi per la formazione, incentivi casa alle coppie anche in centro

3 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. «I giovani che stanno perdendo il loro futuro a Prato rischiano di essere la causa della perdita di futuro di Prato stessa». E' questo il concetto alla base del patto proposto alla città dal "Laboratorio via del cittadino", un gruppo eterogeneo di persone, giovani e meno giovani, studenti e docenti universitari, liberi professionisti, impiegati o con lavori precari, nato due anni fa e deciso oggi a portare all'attenzione di tutte le forze politiche, economiche e sociali di Prato quella che ritiene la questione centrale su cui intervenire per salvare l'intero sistema: i giovani, appunto.  La riflessione parte da un presupposto evidente: «i giovani, per capacità fisiche, cognitive, creative, innovative e riproduttive, sono il futuro. Di sé stessi, certo, ma anche e soprattutto di Prato, del distretto. Per questo la "questione dei giovani" non è solo un problema dei giovani, ma un problema di tutti, che richiede scelte coraggiose e a volte anche difficili.  «Tra dieci anni - si chiedono quelli del Laboratorio - chi produrrà ricchezza a Prato, chi porterà idee e freschezza per accelerare la riconversione del distretto, se nel frattempo il distretto non si sarà fatto credibile per attrarre giovani e spingerli a investire qui il loro futuro, per arginare la tanto nominata "fuga di cervelli" o il ritornello che non si trovano più professionalità in loco?».  Il Laboratorio ha prodotto un "Patto per Prato" strutturato su tre livelli: formazione, lavoro e welfare. E da qualche mese lo sta illustrando e discutendo con gruppi e associazioni, sindacati, leader politici.  «I giovani devono essere considerati gli attori centrali di una società che desideri generare e diffondere conoscenza e promuovere sviluppo economico e sociale - scrive il Laboratorio - Creare le condizioni affinché questo potenziale possa dispiegarsi e possa incanalarsi verso progetti di crescita deve essere interesse primario per la politica e le istituzioni».  Nel concreto c'è bisogno di: forze imprenditoriali che innovino la tradizione; forze di rappresentanza del lavoro che investano sulle nuove rappresentanze; istituzioni che decidano di regolare la vita collettiva; un mondo associativo che prediliga la sussidiarietà rispetto all'attesa dell'obolo; genitori che tengano ai figli non in modo assistenziale e individualistico.  Tra le proposte: destinare almeno un milione di euro l'anno per le politiche della formazione e del lavoro e dell'impresa da parte del Comune e della Provincia, prestiti agevolati, una politica della "casa per i giovani", che preveda che per ogni costruzione su aree pubbliche una quota sia riservata ai giovani, in particolare alle giovani coppie, a partire dal centro storico, garantire esperienze di studio-lavoro all'estero, attraverso contributi, con l'impegno di riportare e trasferire in loco il know how acquisito, un centro giovanile di nuova imprenditorialità, evitare di finanziare centri di formazione che non funzionano, riqualificare i corsi di studio delle superiori e delle università locali, ridurre la dispersione scolastica, ideando strategie ad hoc di reintroduzione nei percorsi formativi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web