La manifestazione
LETTERE E INTERVENTI
Marco Biagioni (responsabile Scuola GD)
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GARIBALDI/1 Morganti sputa sentenze con molta ignoranza E' con tristezza che dobbiamo leggere sulla cronaca l'intervento del leghista Morganti, per sua sola fortuna eletto all'Europarlamento, e sorbirci le sue esternazioni contro Garibaldi, che prende a pretesto, per attaccare invece l'Unità d'Italia, della quale si celebra nel 2011 il 150º anniversario con unanime riconoscimento e soddisfazione di tutto il Paese. Non merita neppure controbattere alle assurde esternazioni dell'euronorevole il quale dimostra chiaramente di non conoscere neppure la storia. Vi sono in quel movimento molti personaggi di limitato bagaglio culturale i quali si permettono di emettere sentenze credendo di poter stravolgere la storia e con la presunzione di essere ascoltati. Credo che il livore contro Garibaldi e contro l'Unità d'Italia manifestato dalla Lega e dai suoi dirigenti non sia altro che il segnale dell'inizio del declino di quel movimento formato da intolleranti e razzisti; ne abbiamo ogni giorno chiara dimostrazione. Paolo Gori GARIBALDI/2 La mostra in Provincia è una testimonianza storica La mostra a Palazzo Vestri su Garibaldi è una forma di testimonianza storica in occasione della ricorrenza del 150º anniversario dell'Unità italiana. E' indubbio che Garibaldi abbia contribuito a questo evento più di ogni altro. Perchè Morganti deve dire che fosse un "pirata" e un "mercenario"? In 150 anni di storia il nostro Paese ha attraversato momenti difficili e travagliati. Non solo: che l'Italia sia a due (o forse più) velocità è altrettanto vero. Le differenze che vi sono in Italia, tra Veneto e Calabria, ci sono anche tra l'ex Germania Est e la Baviera. Vogliamo quindi fare a chi ha scoperto per primo l'acqua calda? Piuttosto cerchiamo di unire gli sforzi per trovare le soluzioni ai problemi che talora ancora permangono nella nostra città e nella nostra "regione rossa". Andrea A. Bonacchi Popolo della Libertà TRENI E BUS Prato sempre più emarginata nel trasporto pubblico Assistiamo da una parte ad un probabile stravolgimento del trasporto pubblico su gomma, che avrà ripercussioni negative sia in città che in ambito provinciale; dall'altra, a una riduzione del trasporto su rotaia nella linea Prato-Bologna. Questo fatto, legato anche all'esclusione di Prato dalla linea dell'Alta velocità, pone sempre più la nostra città come satellite di altre, in termini di infrastrutture e trasporti. Come gruppo Pd, rivendichiamo per Prato un ruolo principale in termini di area metropolitana e, sollecitiamo l'amministrazione comunale ad attivarsi politicamente nelle sedi opportune con progetti di lungo respiro, tali da da conferire la giusta importanza alla nostra città. Maurizio Calussi Andrea Colzi Luca Vannucci (consiglieri comunali Pd) AREA PRATESE Rischiamo di diventare un'enclave ferroviaria Due treni sulla Linea Prato-Bologna saranno temporaneamente soppressi per lavori di adeguamento della grande Galleria dell'Appennino Vernio-S. Benedetto Val di Sambro. Il "taglio" viene inevitabilmente percepito come un fatto negativo, tanto più a Prato dopo il "declassamento" della storica Direttissima in seguito all'attivazione della Tav. I pratesi temono un ulteriore "isolamento" dai grandi assi ferroviari della Alta Velocità e l'impossibilità di avere veloci collegamenti. La storica Prato-Bologna non deve chiudere ma essere rinvigorita. Come? Ecco alcune idee. 1) Aumentare gli intercity che rimangono, pur sempre, un mezzo abbastanza veloce di collegamento diretto con Milano e Roma senza fastidiosi cambi di treno. 2) Attuare la famosa "metropolitana della Val di Bisenzio" creando altre stazioni di fermata lungo il tragitto Vernio-Prato sì da renderla preferibile alle "curve" della 325 e agli ingorghi di traffico. 3) Far diventare la stazione di Prato Centrale un "terminal ferroviario" di smistamento del traffico verso Bologna-Firenze e Lucca-Versilia; un capolinea "a raggiera", vista la posizione baricentrica della nostra città. Sogni? Forse. Ma se non ci diamo una mossa rischiamo di diventare davvero una "enclave ferroviaria". Questo non lo vogliamo. Comitato prov. Area Pratese PENSIONATI UIL La politica affronti unita le emergenze della città La Segreteria provinciale della Uil Pensionati esprime preoccupazione per il clima politico del nostro Paese e in particolare a Prato. E' stucchevole e incomprensibile la quotidiana diatriba politica a cui assistiamo tra Regione, Provincia e Comune su tutto e tutti volendo farci credere che è nell'interesse della città e dei cittadini. In realtà stiamo assistendo a giochi di potere politico che nulla hanno a che vedere con i problemi reali che stanno coinvolgendo le fasce più deboli della società: anziani, disoccupati e giovani. Riteniamo che tutti i partiti della maggioranza e dell'opposizione debbano assumersi le proprie responsabilità, nessuno è indenne. Vogliamo illuderci che maggioranza e opposizione collaborino a un progetto univoco che tenga conto di oltre 2.000 sfratti in essere al Tribunale, della forbice di povertà che via via si sta allargando, della situazione sociale che sta diventando sempre più preoccupante. I palazzi della politica sono sempre più distanti dalle necessità e dalle richieste dei cittadini e, il muro contro muro non contribuisce certo alla soluzione dei problemi. Come categoria dei pensionati attendiamo ormai da troppo tempo risposte a nostre richieste e proposte presentate alle varie istituzioni, stiamo ancora aspettando. Come sindacato della Uil Pensionati rivendichiamo ancora una volta la nostra non appartenenza a nessun schieramento politico e, questo ci consente l'imparzialità di giudizio. Vogliamo augurarci che al di là dei personalismi, i partiti tutti lavorino per il bene comune rivolgendo l'azione alle priorità come appunto lo stato sociale. Segreteria provinciale Uil Pensionati APPELLO AGLI STUDENTI «Continuiamo a lottare contro la pseudo riforma» Care studentesse e cari studenti, questo Governo definisce ciò che sta facendo al mondo della cultura una riforma. Ma cosa è una riforma? La riforma è una modifica volta a dare un nuovo e migliore assetto a qualcosa in ambito politico, sociale o economico; un cambiamento più o meno radicale di un sistema, graduale nel tempo, che ne prevede un miglioramento. Questo basterebbe per non consentire l'uso di questo termine. Cambiamento, forse, ma senza miglioramento. Qui a Prato la "riforma" ha portato tanti cambiamenti. Ha tolto migliaia di euro alle scuole superiori, non permettendo loro di svolgere numerose attività. Basti pensare al Buzzi che non ha più fondi per i laboratori, al Gramsci-Keynes con cui lo Stato è addirittura indebitato. Basti pensare al Copernico che ha dovuto dimezzare le proprie attività didattiche o al Livi che non può garantire corsi di recupero per tutti gli studenti in difficoltà. E' proprio vero, le cose sono cambiate e cambieranno ancora. Sono stati tolti 4,7 miliardi di euro alla scuola pubblica ed entro il 2013 ne verranno tolti altrettanti. Sono diminuite 17.000 cattedre ed è aumentato il numero di studenti per ogni classe. Il Livi ha classi di 34 alunni quando il limite per il regolamento nazionale antincendio è di 26. Entro il 1º gennaio 2011 il 90% dei lavoratori delle imprese di pulizia perderanno il lavoro: 1.222 solo in Toscana per un totale di 25.000 posti di lavoro per le scuole pubbliche. Questo scempio loro lo chiamano Riforma, noi preferiamo chiamarlo Demolizione. Demolizione di una scuola pubblica che dovrebbe garantire a tutti il diritto ad un'istruzione adeguata, che dovrebbe fare dell'integrazione il suo cavallo di battaglia, che è la più grande risorsa del nostro paese, fondamento imprescindibile del progresso. Noi studenti abbiamo capito che l'unico modo di combattere questa crisi è quella di valorizzare la scuola pubblica e non di demolirla. Qui a Prato ci siamo mobilitati e ci mobiliteremo ancora. Dobbiamo continuare ad essere uniti: uniti nel volantinare anche quando fa freddo, uniti nel manifestare anche sotto la pioggia, uniti nello stare svegli fino a tardi per organizzare iniziative sulla scuola. Non dobbiamo fermarci! Dobbiamo continuare a lottare. Informare, informare sempre più persone. E' l'informazione che fa paura. Continuiamo a manifestare, ma non solo in piazza, manifestiamo anche in casa, con le nostre famiglie, con i nostri amici, nella vita di tutti i giorni. Continuiamo a parlarne.
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