Il Tirreno

Prato

La città che cambia. Declassata da interrare tra la questura e via Marx, sotto terra anche il parcheggio di via Arcivescovo Martini

Una nuova strada nella zona est lungo la ferrovia

Un momento del forum: da sinistra, Cenni, Gorelli e Pecorario
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Un momento del forum: da sinistra, Cenni, Gorelli e Pecorario

C'è il progetto di una via di scorrimento parallela al viale Borgovalsugana

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 PRATO. Detto del parco al posto dell'ospedale e della "liberazione" delle mura, l'attenzione del Piano al centro storico resta forte. L'assessore Cenni e i progettisti Gorelli e Pecorario focalizzano due punti: piazza della Carceri e piazza Mercatale. Materia che non entra in modo specifico nella progettualità del piano strutturale se non con le linee generali sui parcheggi e la mobilità. Ma Cenni è convinto che «prima o poi piazza della Carceri dovrà essere pedonalizzata», attraverso un intervento «anche semplice, perché l'eccellenza di quello spazio, con la basilica del Sangallo e il Castello, è talmente evidente che basterà liberarla dalle funzioni improprie, a partire dal parcheggio». Vaghi i tempi, ferma però la convinzione di tecnici e assessore «che almeno una parte delle soste dovrà trovare nuova collocazione». PIAZZA MERCATALE  E cosa accadrà della piazza trasformata nel più grande parcheggio del centro? «Anche qui - spiega Cenni - l'approccio sarà lieve». Perchè il terreno sul quale si andrà ad operare è delicato. Le polemiche degli anni scorsi l'hanno dimostrato. «La partenza per riqualificare piazza Mercatale - continua Cenni - non potrà che essere il recupero del Bastione delle Forche». Uno dei progetti che la giunta ha preso in considerazione è quello firmato dall'architetto Marco Mattei che prevede il recupero del Bastione per funzioni in prevalenza pubbliche (centro studi, spazi espositivi, sale dedicate ai giovani, giardino pensile) con aree per attività private: bar e ristorante. Progetto approvato anche dalla Circoscrizione, ma non ancora finanziato. Una parte dei parcheggi della piazza saranno eliminati, «ma non quelli per i residenti - spiegano i tecnici - per consentire almeno una parziale pedonalizzazione dello spazio». «Ma nessun intervento - aggiunge Gorelli - è previsto sui giardini che rimarranno come sono». I PARCHEGGI  E' sui parcheggi che si apre la riflessione: pochi in centro storico, male utilizzati quelli che lambiscono il cuore della città. «Perchè - spiega Gorelli - la questione dei parcheggi è più complessa di ciò che si pensi. Il loro uso non è sempre scontato e in più sono molto costosi e si ripagano con difficoltà». Le scelte future dell'amministrazione riguardano due aree strategiche: l'area dell'ospedale (vedi pezzo in pagina IV) e via Arc. Martini. In questi due punti nasceranno due nuovi parcheggi sotterranei. Il secondo (oggi in superficie), nella strada che lambisce le mura, sarà a disposizione di quanti vorranno entrare in centro e in piazza Mercatale». UN NUOVO PASSAGGIO  Un intervento particolare è previsto in un piano attuativo, già approvato dalla commissione urbanistica, per il ripristino di una parte delle mura con l'apertura di un'antica porta, la creazione di un corridoio pedonale e coperto che condurrà direttamente da via Arcivescovo Martini in via San Silvestro e quindi in piazza Mercatale. Il piano si sviluppa sull'area dietro piazza S. Marco e la Casa del Combattente. «Lì ci sono attività addossate alle mura che se ne andranno - spiega Cenni - Ricaveremo un passaggio e una galleria coperta dove oggi c'è un laboratorio di mobili, con apertura su via San Silvestro». UNA STRADA A EST  Sulla mobilità che servirà la piazza Mercatale del futuro, la riflessione è ancora da fare. «Certamente non abbiamo alcuna intenzione di creare una strada sotterranea che attraversi la piazza». Assai "perplessi", tecnici e assessore, sul progetto di tunnel sotto la Calvana per il collegamento verso nord. «Invece esiste un progetto - spiega Pecorario - per alleggerire il traffico su viale Borgovalsugana e quindi su tutta la zona della Pietà e della Castellina». Si tratta di una nuova arteria parallela a viale Borgovalsugana che seguirà il tratto della ferrovia da Ponte Datini fino a Ponte Petrino. «La nostra intenzione - spiega Pecorario - è di utilizzare al massimo lo spazio ora occupato dalla massicciata della ferrovia, sostituendola con un muro a raso e destinando quell'ampiezza a realizzare una nuova strada di scorrimento. Viale Borgovalsugana resterà a servizio dei residenti e delle vie laterali». L'AREA METROPOLITANA  I coordinatori del Piano e l'assessore riaffermano la necessità di rendere Prato centrale, per funzioni e per strutture, nell'area metropolitana (oltre un milioni di abitanti, distribuiti tra Firenze, l'hinterland, Prato e Pistoia). Con quali progetti lo spiega Gianni Cenni: «Il nostro contributo all'area metropolitana lo stiamo dando con le Cascine di Tavola, 60 ettari di verde, più le strutture medicee, che ci rende i maggiori azionisti del Parco della Piana». Noti i progetti del Comune: creare un polo agrolimentare nel parco utilizzando quella parte di edifici storici rimasti in mano pubblica e possibilmente - ma con un contributo della Regione quasi impossibile da strappare - tornare in possesso della villa medicea. «Ma anche la questione del Parco della Piana - sottolinea Cenni - è controversa». Perchè - ed è la discussione di queste settimane in Regione - dentro il perimetro del Parco nascerà l'inceneritore di Case Passerini. «Il cui studio sull'impatto ambientale è già stato fatto - spiega Cenni - ed ha ricevuto l'ok». E poi c'è la discussione aperta sulla nuova pista dell'aeroporto di Peretola. RISCHIO AEREI SUL DUOMO  Questione spinosa. «Se l'idea - dice l'assessore - è di realizzare l'ampliamento seguendo il tracciato dell'autostrada, gli aerei che hanno una fase di atterraggio di sei miglia a un'altezza di 2-300 metri, passerranno sul Duomo di Prato». Ipotesi che lascia molto preoccupati assessore e tecnici, pensando «alla somma del carico ambientatale dell'inceneritore e degli aerei in volo». STADIO NO, PALAZZETTO  Liquidata in poche parole, dall'assessore Cenni, l'idea della cittadella viola a Prato «perchè di contatti tra la famiglia Della Valle e l'amministrazione comunale non ce ne sono stati»; e perchè «gli 80 ettari necessari alla sua realizzazione - dice Gorelli - sono troppi per la città; oltrettutto non si capisce quanto questo progetto abbia come sfondo lo sport e quanto sia un'operazione immobiliare».  Un altro "niet" scatta su qualsiasi ipotesi di nuovo stadio «perchè manca una spinta forte per realizzarne uno nuovo - è l'opinione di Cenni - Piuttosto, visti i limiti del Palaconsiag, Prato avrebbe più necessità di un nuovo palazzetto per gli sport minori, forti nella nostra realtà». Secondo Pecorario «la discussione sulla cittadella viola ha dimostrato la non autosufficienza di Firenze «che deve guardare, per risolvere i proprio problemi, anche ai territori vicini. Bisognerebbe fare una riflessione d'area metropolitana anche per le strutture sportive e in particolare per lo stadio». L'EX BANCI  C'è un'altra struttura, su cui il riserbo è alto, che avrà funzioni "allargate". Si tratta di ciò che nascerà nell'area ex Banci, terreno e edifici di proprietà di Consiag. E questo è il primo scoglio: «Perchè un incontro tra i proprietari dell'area e il Comune - dice Cenni - non c'è mai stato. Anche se è un paradosso perchè il Comune, proprietario di Consiag col 38% di quote, dovrebbe possedere l'area Banci per la stessa percentuale. Eppure il Comune non è nella stanza dei bottoni. La cosa migliore - aggiunge - sarebbe un percorso condiviso che però manca». Detto questo il Piano strutturale prevede il recupero dell'ex fabbrica quasi in toto «per creare una struttura che abbia funzioni pubbliche - dicono Gorelli e Pecorario - e di servizio con un bacino d'utenza non solo pratese». Si parla di intrattenimento e servizi, ma di più tecnici e assessore non dicono. Attorno all'ex Banci le idee sono più chiare: area destinata alla contemporaneità e all'arte. Con il parco delle statue di fronte al Pecci raddoppiato, col parco urbano a nord e con il superamento della "cesura" con la parte sud (Soccorso) della città, rappresentato dalla Declassata. DECLASSATA INTERRATA  Confermata l'intenzione di andare all'interramento della Declassata «non tutta ovviamente - precisa Pecorario - ma nella parte compresa tra la Questura e via Marx, per rimettere in connessione le due parti della città». Come farlo è questione aperta: «Stiamo riflettendo - aggiunge - anche sulla possibilità di creare una "trincea", abbassando le corsie stradali, rispetto al piano della strada, ma senza copertura totale». Il problema è uno solo: i soldi, perchè ne occorrerranno tanti. E per ora non ci sono. Una strada la traccia Gorelli: «Vedremo cosa potremo fare quando il Piano diventerà operativo. Gli interventi di valorizzazione creeranno plusvalore che in qualche modo dovrà tornare anche nella casse comunali. Noi pensiamo, quindi, che da parte privata non sarà più sufficiente pagare solo gli oneri di urbanizzazione ma una quota ulteriore di oneri di sostenibilità». Operazione possibile «ma solo se il mercato immobiliare ripartirà». (Pagine a cura di Cristina Orsini)

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