Il Tirreno

Prato

La diversificazione del patron del gruppo Colle al convegno Asm sulle energie alternative

Matteini, dopo il tessile ecco l'eolico

Un campo di pannelli fotovoltaici
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Un campo di pannelli fotovoltaici

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 PRATO. Energia democratica, quali scenari tra ambiente ed economia", è il titolo del convegno che Asm ha organizzato oggi e che ha riunito personalità del mondo politico, accademico e industriale. Il convegno rientra nelle iniziative del tavolo del distretto ecologico di cui fanno parte anche Provincia e Comune di Prato, Gida e Pin. I lavori sono stati introdotti dal vicepresidente di Asm Antonio Rancati che ha parlato dell'importanza di aprire confronti su temi che possono spingere il distretto su altri fronti. E' stato il vicesindaco e assessore all'Ambiente Goffredo Borchi a portare il saluto dell'amministrazione comunale: «Il Comune - ha detto - è impegnato a far sì che le soluzioni possano trovare sbocchi nonostante la crisi». Divisa in due momenti la giornata di studio: i lavori della mattina, moderati dal caporedattore de La Nazione di Prato Piero Ceccatelli, è stata riservata alle esperienze delle aziende del territorio che hanno trovato nello svolgimento del loro normale lavoro sbocchi per combattere la crisi, mentre nel pomeriggio si è tenuta una tavola rotonda con la presenza, tra gli altri, del vicepresidente di Iswa International David Newman. La prima esperienza di "energia democratica" è arrivata da Riccardo Matteini, amministratore delegato del Gruppo Colle che ha spiegato come l'azienda tessile ha saputo trasformarsi e dar vita ad una sinergia, la società PuraEnergie, che conta 22 soci e si occupa di progettazione e realizzazione di centrali idroelettriche e impianti eolici. Tutto è nato dalla necessità di controllare e ottimizzare i consumi dell'azienda, una pratica che ha portato l'imprenditore ad avvicinarsi al mondo della produzione di energia pulita fino a fargli tracciare la via di un nuovo business.  Interessanti gli interventi del professor Ennio Carnevale dell'Università di Firenze e del professor Alberto Marino dell'Università Cattolica di Milano. Il primo ha parlato dello squilibrio di utilizzo di energie primarie tra Paesi industrializzati e Paesi in via di sviluppo. Il professor Marino, esperto di marketing, ha invece invitato a smettere l'uso della parola "riciclato", specie se abbinata a capi di abbigliamento.

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