Gioco
Il dono che quest'anno vorrei ricevere è un Primo Ministro che pensi al Paese
Paolo Cecconi sindaco del Comune di Vernio
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Caro Babbo Natale, sono il sindaco del Comune di Vernio, un piccolo comune italiano di 6200 abitanti, sull'Appenino Tosco-Emiliano, e quest'anno voglio chiederti un dono importante, anche se non ha grandi costi sul piano economico. L'anno scorso ti ho chiesto più risorse finanziarie per poter dotare la mia Comunità di nuove strutture che migliorassero la qualità della vita, come ad esempio di una piscina coperta, una quantità maggiore di soldi per poter meglio mantenere le strutture pubbliche, le scuole, le strade e i parchi, un tuo intervento affinché riprendesse l'attività produttiva sul territorio della mia Provincia e i giovani potessero guardare al futuro con maggiore ottimismo e speranza, le famiglie che vivono nel disagio, soprattutto economico, potessero veder avviata a soluzione la loro situazione. Capisco che la situazione di crisi che il mondo intero sta attraversando non ti abbia aiutato nello sforzo, che sicuramente hai fatto, per venire incontro ai miei desideri e come, nonostante il tuo impegno, ciò non abbia consentito di vederli esauditi. Quest'anno ho pensato, allora, ad un dono che non comporta costi finanziari, ma che, se fosse possibile ricevere, porterebbe a me, ma anche a tanta altra gente del mio Paese, e credo dell'Italia e del Mondo intero, risolvendo tanti problemi, una grande gioia. Quello che ti chiedo consentirebbe a tanti giovani, di non disdegnare più il clima esistente in Italia e di sfuggirlo cercando di recarsi più possibile all'estero per studiare, lavorare e vivere. E permetterebbe anche a tanti valenti ricercatori e specialisti di non trovare più in Italia ostacoli e scarsissime opportunità per far fruttare la loro voglia di fare, il loro talento e ingegno, a coloro che vogliono una Scuola e un'Università che gli consenta di studiare in condizioni di pari opportunità con i loro colleghi europei di non essere costretti a scendere in piazza per far valere i loro diritti, a quelli che evadono le tasse di sentirsi meno giustificati e più a rischio di fronte a opportune politiche di controllo e di maggior giustizia fiscale. Significherebbe, inoltre, per tante attività imprenditoriali poter guardare con maggior fiducia al futuro, non essere frenate da un patto di stabilità recessivo e iniquo, reinserirsi in un circuito di ripresa e di sviluppo. Darebbe origine anche ad una nuova fase politico istituzionale nel nostro Paese con la sostituzione alla menzogna e allo slogan propagandistico di coloro che decantano la promozione di politiche legate a strategie importanti come il federalismo, ed attuano invece il più rigido centralismo che da decenni sia stato visto nel nostro Paese, di provvedimenti connotati dal rispetto delle autonomie locali e delle popolazioni, ora gravate da tagli inusitati dei servizi. Impedirebbe, infine, di poter, sempre più frequentemente, sentire all'estero commenti sarcastici sul nostro Paese e di non leggere più su giornali stranieri titoli riferiti all'Italia, con immagini del nostro massimo rappresentante dell'esecutivo, accompagnate da frasi del tipo "la politique de l'obscène" e di riacquisire una credibilità internazionale. Ora, dopo che alcuni colleghi sindaci del pisano, si sono pure travestiti da maghi, per portare avanti gli interessi delle proprie popolazioni e dimostrare che neppure pronunciando qualche potente formula di "Harry Potter"si può riuscire a amministrare le comunità locali nelle condizioni insostenibili nelle quali siamo costretti a operare, ti chiedo il mio dono per Natale: porta un rinnovamento forte in Italia, fai che divenga Primo Ministro una persona che ha cuore i destini del nostro Paese anziché i propri, e, nel tuo generoso sacco, pieno di regali, portaci un nuovo Governo, che sia serio, responsabile e possa avviare la rinascita del nostro Paese. Aspetto, questa volta con... fiducia, e ti mando un caloroso saluto.
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