La manifestazione
«Due ruoli inconciliabili»
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Massimo CarlesiCarlesi attacca Cenni: «E' pericoloso per la città»
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PRATO. Proprio non ci sta. Massimo Carlesi, capogruppo Pd in consiglio comunale, affonda un'altra volta sul sindaco, in particolare sulla sua doppia veste di amministratore pubblico e proprietario di un gruppo aziendale in fortissima crisi, ruoli inconciliabili secondo Carlesi. Il capogruppo Pd chiede una riflessione «sul caso Sasch e sul tavolo attivato dall'assessore Gianfranco Simoncini». Sull'ultima complessa partita della Sasch, giocata venerdì «vale la pena spendere alcune parole di riflessione - scrive Carlesi in una nota - che non possono ignorare la scorretta posizione del sindaco in relazione non solo al crack della sua azienda, ma soprattutto in relazione alla crisi del distretto tessile». «È evidente a tutti, infatti - continua - che con la giornata di venerdì sia esploso in maniera intollerabile quella commistione di ruoli fra sindaco e imprenditore, fra il governo di Prato e la cura degli affari di famiglia. In campagna elettorale il signor Cenni aveva promesso che non sarebbe stato mai distolto dalla Sasch nello svolgimento del suo mandato amministrativo, ma dopo un anno e mezzo la sua azione politica si è avvitata con la stessa rapidità con la quale le sue fabbriche accumulavano debiti mettendo in crisi le famiglie dei lavoratori senza stipendio insieme a tutto l'indotto». «Una scena già prevista dal sottoscritto prima delle elezioni - aggiunge Carlesi - quando di fronte alle mie analisi sui bilanci di Sasch Cenni minacciò una querela, ovviamente mai formalizzata». «Ma c'è di più. Emerge da ieri, infatti, l'immagine di un imprenditore che sotto il peso dei debiti è pronto a tutto, ad aprire trattative in ogni direzione, a chiedere un soccorso alla politica». «La cosa più grave - conclude - è che lo fa sfruttando in senso privatistico la sua carica istituzionale, tradendo l'impegno preso con i pratesi di occuparsi delle loro crisi e non della propria. Roberto Cenni sta in definitiva tenendo un comportamento pericoloso per la città e per i pratesi in crisi. Proprio oggi che la città avrebbe un bisogno disperato di un sindaco forte proiettato interamente sui problemi della collettività».
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