Il Tirreno

Prato

«Consiag e Abati, nessun accordo»

Cristina Orsini

Gianassi, sindaco di Sesto: «Non credo che il Pd di Prato sia socio della spa»

3 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. Retroscena sul Consiag, l'azienda che fa arrabbiare il centrodestra e scatena gli appetiti in poltrone o potere di una parte della sinistra. Qualche settimana fa un gruppo di sindaci, soci Consiag, compreso quello di Prato, Roberto Cenni, si sono incontrati in un vertice piuttosto riservato, in vista dell'assemblea fissata la prossima settimana. Sul tavolo anche la "madre" di tutte le questioni: la partecipazione del Comune nella stanza dei bottoni del Consiag e la guerra che il centrodestra ha scatenato nelle ultime settimane. Un nervo scoperto dal 2009 quando la prima lite finì senza che il Comune di Prato, proprietario del 38% delle quote Consiag, nominasse un proprio rappresentanza del cda. L'acqua, in questo caso, non è mai passata.  «Come è finita la riunione? - spiega il sindaco di Sesto Fiorentino Gianni Gianassi, Comune che ha una partecipazione del 9% nella spa - Che nessuno dei Comuni soci di Consiag nega che il Comune di Prato debba avere una rappresentanza più che consona negli organismi della spa. Ma sono i soci che decidono e sulla base di ciò che accade. I fatti che abbiamo davanti sono una gara per liberalizzare le reti del gas decisa autarchicamente dal Comune, uno scontro perso dal Comune per ottenere informazioni sulla società per fare il bando di gara, la rescissione dei contratti di servizio con Consiagservizi. Noi vogliamo l'ampliamento dei servizi Consiag ed Estra non il contrario. E certo non accettiamo di sottostare alle indicazioni di Prato». Gianassi nega anche la chiusura di qualsiasi accordo tra Prato, soci e azienda sul nome di Paolo Abati. Ed è qui che entra in ballo la segretaria Pd Ilaria Bugetti che in un'intervista sul quotidiano La Nazione proprio ieri ha affermato che «il Pd è d'accordo sulla presenza del Comune di Prato in Consiag anche con la presidenza» a patto però che la guerra finisca. Non soddisfatta ha ribadito: «Sì, sono favorevole alle dimissioni di Paolo Abati e lo è anche lui. Rimarrebbe direttore generale di Estra». Affermazioni che hanno fatto saltare per aria una buona metà del pd pratese, reduce da una direzione a Santa Lucia convocata per individuare una strategia comune in risposta agli attacchi del Pdl sulle partecipate. «Di accordi chiusi - continua Gianassi - non ce ne sono. E non mi pare che il Pd di Prato possa considerarsi socio del Consiag. Se proprio vogliamo andare sulle percentuali bè, il Pd di Prato può contare su un 5,6% di quote quelle relative ai Comuni dell'area pratese, fatto salvo il capoluogo. Io ho il 9% e se la segretaria Pd prima di fare quelle affermazioni avesse chiamato i sindaci del centrosinistra con quote importanti nella società, avrebbe fatto meglio. Ma ormai è dilangante la tentazione del "ghe pensi mi"». Evidente lo scivolone politico di Bugetti. Perché la riflessione che una parte, non piccola, del pd pratese sta facendo in queste ore, riguarda l'opportunità di un uscita pubblica del segretario nella quale si afferma, nella maniera più chiara, che a decidere sui vertici di Consiag e addirittura anche di Estra non sono le logiche aziendali, ma il Partito democratico. «In questo modo - è il ragionamento - si dà ragione al centrodestra che ha impostato la guerra al Consiag indicandolo come cassaforte e braccio armato della sinistra». Scivolone da una parte, autogol dall'altra. Perché il segretario Bugetti ha fatto un'apertura arbitraria al centrodestra e al Comune in particolare, proprio nel giorno in cui «si è reso evidente - è la critica - il conflitto d'interessi del sindaco nella doppia veste di amministratore pubblico e proprietario della Sasch». «E' evidente - sono le conclusioni - che la corsa in avanti della segretaria nasconde una strategia politica che di trasparente e di condiviso ha poco».  E' il «che c'è dietro» l'uscita di Bugetti che in queste ore tiene banco. Perché c'è anche chi sostiene che l'esposizione della segretaria sia stata indotta da qualcuno a lei vicino, per rivendicare un ruolo decisivo nelle scelte future sul Consiag. Scavalcando i sindaci soci. E forse anche Abati.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa