Proteste
«Via Firenze è una trappola»
Mar.Lar.
Il presidente del circolo I Risorti chiede i rallentatori
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PRATO. Si fa presto a chiamarle fatalità. Quello avvenuto la scorsa settimana sulla pelle di un quindicenne in scooter finito sotto un'auto è solo l'ultimo di una lunga catena di incidenti in via Firenze. E fioccano le proteste dei residenti, in particolare di Franco Boganini, presidente del circolo "I Risorti" della Querce. «Meno male che il ragazzo incidentato è in via guarigione, ma così non si può più andare avanti. La scorsa estate, in un altro punto di questa strada, era morta una signora ottantenne mentre attraversava sulle strisce pedonali. Dovrebbe esserci un limite di velocità di 50 chilometri orari ma lungo la via corrono come pazzi soprattutto di sera. Siamo in molti tra i residenti a chiedere una soluzione come passaggi pedonali rialzati o l'installazione di rallentatori di velocità». Chi abita nel quartiere sa bene quali sono i punti "caldi" della carreggiata a rischio di incidenti per le persone. Si dice, all'altezza dei circoli "I Risorti" e "Le Macine", e del bar "Las Vegas". In realtà, un lavoro importante su via Firenze è stato realizzato con la riasfaltatura della strada nei mesi passati. Ma non basta, secondo il capogruppo Pd alla Circoscrizione Est Simone Tripodi, autore di un'interrogazione sul posizionamento di rallentatori di velocità anche in via Firenze. «Il vero problema è che non si sono verificati interventi conseguenti all'asfaltatura che mettessero in sicurezza la carreggiata. Non è sufficiente la risposta data dal presidente di Circoscrizione secondo cui forse non vi sarebbero fondi e che, a fronte di ripetute richieste, servirebbe ancora insistere nei confronti dell'amministrazione comunale».
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