Gioco
La protesta di una lettrice. LAsl: applicata una disposizione regionale del 2004
«Sono costretta a pagare l'ambulanza anche se mia madre non cammina bene»
◗
Unambulanza al pronto soccorso 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. «Devo portare mia madre a fare una visita urgente all'ospedale di Torregalli e stavolta mi dovrò pagare l'ambulanza, anche se mia madre ha gravi difficoltà a spostarsi autonomamente». La protesta arriva da Carolina Marchiani, che ieri è stata costretta a rivolgersi, pagando, a un'associazione di volontariato, a differenza di altre precedenti occasioni in cui l'Asl si era accollata il costo del trasporto. «Il mio medico di famiglia mi ha spiegato che c'è una precisa disposizione regionale che limita il contributo per il trasporto ai "barellati" e alle persone non deambulanti che si muovono solo con la carrozzina - racconta la nostra lettrice - Il problema è che ci sono anche altre persone, come mia madre, che non rientrano in queste categorie ma che non riuscirebbero a raggiungere l'ospedale senza l'ambulanza. Loro sono costrette a pagare, magari anche se si tratta di anziani con la pensione al minimo. Non mi sembra giusto». In effetti, come conferma anche il dottor Bruno Latella dell'Asl, la disposizione regionale è in vigore dal 2004 e limita il contributo al trasporto a due precise categorie. Probabilmente negli anni scorsi i medici di famiglia hanno chiuso un occhio nei casi che rientrano nella "zona grigia". Di fatto l'Asl spende oltre 4 milioni di euro all'anno, ricorda Latella, per il trasporto sanitario. Da un paio di mesi negli studi medici sono comparsi cartelli che riportano la disposizione regionale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
