La manifestazione
Si apre uno spiraglio per la Jersey
Ilenia Reali
Cenni si siede al tavolo fiorentino e riparte la trattativa coi sindacati
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PRATO. La parola fine non è ancora scritta sul futuro della Gommatex Jersey. O meglio. In Regione ieri è stato deciso di fare un sequel. I 22 lavoratori, che già sapevano che sicuramente sarebbero andati a casa, non devono sperarci troppo perché il cammino è in salita ma Fidi Toscana, la società regionale che si occupa di finanza di impresa, cercherà un compratore anche per questa fabbrica del Gruppo oltre a provare a riannodare i fili con gli istituti di credito. «Non sarà facile ma il presidente e il direttore di Fidi Toscana da lunedì si metteranno al lavoro per le newco che affitteranno le altre aziende ma anche per la Jersey», ha commentato a fine incontro l'assessore regionale Gianfranco Simoncini. Uno spiraglio nel buio in cui era sprofondata la Gommatex Jersey, unica tra le aziende produttive, destinata a soccombere alla crisi del tessile e al dramma del Gruppo Sasch. Questa è una delle notizie positive emerse ieri nei tre incontri organizzati in Regione per trovare delle soluzioni alla vicenda Sasch e per rasserenare i rapporti tra sindacati e rappresentanti della società. Già dalla mattina, dopo il primo incontro a cui ha partecipato il sindaco-azionista Sasch Roberto Cenni, si era capito che l'epilogo non sarebbe stato negativo. Cenni, intervenuto per la prima volta sul caso Sasch, ha spiegato come stavano le cose e i sindacati hanno gradito la serenità con cui venivano illustrate loro le vicende aziendali. Uno dei punti per cui le trattative si erano rotte del resto era proprio l'accusa che Cgil, Cisl e Uil rivolgevano ai rappresentanti di Sasch di essere poco trasparenti nel riferire le cose. Ma non solo. Durante la giornata di ieri le posizioni dell'azienda si sono attenuate anche su altri punti. La prima. Quella considerata più importante: il non vincolare la discussione alla firma della liberatoria per il passaggio dei lavoratori dalle aziende alle newco rinunciando anche a esigere i loro crediti dalle nuove aziende. Su questo punto c'era stata la rottura. I sindacati non avevano digerito il pagamento di una parte degli stipendi (500 euro) ma in cambio della firma. «La pregiudiziale è stata tolta», riferiscono in coro i sindacati. Inoltre l'azienda ha dato la disponibilità ad estendere i 5.300 euro di incentivo all'esodo a tutti i lavoratori che perderanno il posto, 198 in tutto il Gruppo. La Regione ha fatto la sua parte. Ed è quella di garante del tavolo di trattativa (un nuovo incontro è fissato per martedì alle 16 ma i sindacati incontreranno l'azienda anche lunedì) ma anche quella di attivare Fidi Toscana per alleggerire i rapporti, pesantissimi, con gli istituti di credito e di attivarsi per trovare nuovi soci. Già qualcuno ci sarebbe anche se l'ingresso in campo non avverrà prima della presentazione dei concordati. Si parla di imprenditori tessili per Gommatex Poliuretani e Trt. Si fanno anche dei nomi ovviamente non ai tavoli ufficiali: il più "papabile" sarebbe Luigi Guarducci del lanificio Europa che è uno dei clienti di riferimento di Trt ed è già in società con i Cenni in un'azienda, la Ews. Non tutto è ancora risolto e le questioni sul tappeto non mancano. L'azienda ha bisogno di raggiungere un accordo in tempi strettissimi per evitare (almeno per Sasch spa) il fallimento, i sindacati invece hanno tanti argomenti da affrontare e di controfirmare le liberatorie dei lavoratori non ne vogliono sapere. Poi c'è la questione negozi per cui siederanno al tavolo i sindacati di categoria: i commessi rischiano di non avere gli ammortizzatori sociali degli altri. Una condizione che viene mal digerita. Infine - ma questa è una storia che finirà tra qualche mese - c'è l'altra grande incognita che pesa sulla testa del Gruppo e che coinvolge l'esercito di creditori (le piccole aziende del distretto): loro proprio non hanno voglia di votare a favore di concordati al ribasso e riscuotere quindi percentuali esigue delle loro fatture.
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