Sicurezza
Provocò un incidente mortale ma era senza assicurazione
Paolo Nencioni
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PRATO. Da un anno e mezzo i familiari di Simone Pacini, un falegname di 41 anni di Migliana morto l'8 luglio dell'anno scorso in un incidente stradale sul viale Fratelli Cervi, attendono invano un risarcimento dalla conducente dell'auto che provocò lo scontro mortale con la moto di Pacini, ma dovranno aspettare ancora a lungo. Il motivo è molto semplice: il fuoristrada Mitsubishi Pajero era privo di assicurazione. La donna al volante, ora imputata per omicidio colposo, avrebbe dovuto sborsare di tasca propria centinaia di migliaia di euro che probabilmente non ha.
E' lo stesso motivo per cui giovedì il pubblico ministero Eligio Paolini si è opposto alla richiesta di patteggiamento presentata dall'avvocato difensore Ugo Fanti davanti al giudice dell'udienza preliminare Fantechi, che doveva decidere sull'eventuale rinvio a giudizio della donna o celebrare il processo con uno dei riti alternativi. In questi casi la prassi adottata dalla Procura è chiara: si dà il consenso al patteggiamento solo se l'imputato ha risarcito i parenti della vittima. Ma visto che finora non è stato sborsato un euro, il rifiuto del pubblico ministero era praticamente scontato. Il giudice Fantechi ha comunque accolto una ulteriore richiesta presentata dall'avvocato difensore, e cioè la celebrazione del processo col rito abbreviato, che consente lo "sconto" di un terzo della pena, condizionato all'acquisizione di una perizia sulla dinamica dell'incidente.
Lunedì il giudice darà l'incarico all'ingegner Molta, che dovrà ricostruire nel dettaglio che cosa accadde la sera dell'8 luglio 2009. Ci sono un paio di testimoni che affermano che la moto condotta da Simone Pacini andava «abbastanza» veloce. Su quell'«abbastanza» si fonda la strategia difensiva per arrivare a un eventuale concorso di colpa che ridurrebbe il risarcimento. Secondo quanto accertato la sera stessa dalla polizia municipale, la conducente del Mitsubishi Pajero si era fermata a un distributore sul viale Fratelli Cervi e avendolo trovato chiuso per sciopero, non aveva trovato di meglio che fare una pericolosa inversione a U sulla tangenziale, andando a scontrarsi con la moto condotta da Pacini che stava tornando a casa, a Migliana. L'impatto era stato devastante per il quarantunenne falegname. Successivamente si era scoperto che il fuoristrada Mitsubishi era privo di assicurazione, scaduta nel febbraio del 2009 e mai rinnovata. Il padre, la sorella e due nipoti di Simone Pacini attendono ora un congruo risarcimento.
E' lo stesso motivo per cui giovedì il pubblico ministero Eligio Paolini si è opposto alla richiesta di patteggiamento presentata dall'avvocato difensore Ugo Fanti davanti al giudice dell'udienza preliminare Fantechi, che doveva decidere sull'eventuale rinvio a giudizio della donna o celebrare il processo con uno dei riti alternativi. In questi casi la prassi adottata dalla Procura è chiara: si dà il consenso al patteggiamento solo se l'imputato ha risarcito i parenti della vittima. Ma visto che finora non è stato sborsato un euro, il rifiuto del pubblico ministero era praticamente scontato. Il giudice Fantechi ha comunque accolto una ulteriore richiesta presentata dall'avvocato difensore, e cioè la celebrazione del processo col rito abbreviato, che consente lo "sconto" di un terzo della pena, condizionato all'acquisizione di una perizia sulla dinamica dell'incidente.
Lunedì il giudice darà l'incarico all'ingegner Molta, che dovrà ricostruire nel dettaglio che cosa accadde la sera dell'8 luglio 2009. Ci sono un paio di testimoni che affermano che la moto condotta da Simone Pacini andava «abbastanza» veloce. Su quell'«abbastanza» si fonda la strategia difensiva per arrivare a un eventuale concorso di colpa che ridurrebbe il risarcimento. Secondo quanto accertato la sera stessa dalla polizia municipale, la conducente del Mitsubishi Pajero si era fermata a un distributore sul viale Fratelli Cervi e avendolo trovato chiuso per sciopero, non aveva trovato di meglio che fare una pericolosa inversione a U sulla tangenziale, andando a scontrarsi con la moto condotta da Pacini che stava tornando a casa, a Migliana. L'impatto era stato devastante per il quarantunenne falegname. Successivamente si era scoperto che il fuoristrada Mitsubishi era privo di assicurazione, scaduta nel febbraio del 2009 e mai rinnovata. Il padre, la sorella e due nipoti di Simone Pacini attendono ora un congruo risarcimento.
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