Il Tirreno

Prato

«Non c'è solo l'indotto Sasch»

Manuela Biliotti
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Manuela Biliotti

L'Araba Fenice chiede di non dimenticare tutti gli altri

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 PRATO. Ci sono ancora a Prato laboratori minuscoli, aziende individuali, piccolissime ditte artigiane. Soffrono la crisi, più di tanti loro colleghi, eppure rimangono ai margini. Subiscono dilazioni di pagamento, crediti non riscossi, concordati e fallimenti. Le cifre non sono roboanti e non fanno rumore.  Vanno avanti a dentri stretti e sono spesso "invisibili", vittime delle loro dimensioni. L'Araba fenice, l'ex movimento dei contoterzisti creato da Manuela Biliotti, solleva ancora l'attenzione su questo esercito, ma ormai sarebbe meglio parlare di truppe, che non riesce a far sentire la propria voce. «Vorremmo - interviene uno dei sostenitori, il roccatore Brunero Cecconi - che quello che viene fatto per l'indotto Sasch fosse estendibile anche a tutti gli altri che comunque subiscono concordati e fallimenti. vorremmo che le associazioni di categoria aprissero il comitato che stanno creando per trovare soluzioni per la crisi del Gruppo Sasch anche per le vittime delle altre aziende. Non vogliamo che ci si dimentichi di tutti gli altri».  «Sono aziende minuscole di cui spesso non si conosce neppure l'esistenza - interviene Manuela Biliotti. Sono identità del mondo terzista pratese anche queste da salvaguardare. Con Prato area di crisi, ad esempio, arriveranno aiuti per le solite grosse aziende. E tutto il resto? Qualcuno dà una mano a tutti quei lavoratori licenziati, a quelle aziende che si dibattono tra i debiti? Noi vorremmo riuscire a tirare fuori le loro storie, a far vedere che i numeri di queste piccole che chiudono sono più imponenti di quelli che oggi investono la Sasch. Certo è giusto muoversi in situazioni come questa ma non vanno dimenticati gli altri. Noi siamo disponibili a raccogliere le loro storie, a cercare di creare un gruppo più numeroso». Chi è interessato può chiamare L'Araba fenice al 340-7088962. L'invito è rivolto anche ai cassintegrati che stanno vivendo momenti di difficoltà. I.R.

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