Sicurezza
Materie prime, prezzi alle stelle
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Le stoffe pratesi a una fiera di settore Aumenti superiori al 40% per la lana, il cotone oltre il 100%
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PRATO. Piove sul bagnato. Un raggio di sole aveva illuminato il grigio della crisi dei lanifici pratesi e proprio quando sulle facce degli imprenditori erano tornati i primi sorrisi è arrivato un nuovo problema: i costi delle materie prime stanno salendo a ritmi vertiginosi. Ininterrottamente da maggio. Con aumenti anche settimanali. E' diventato impossibile riuscire a fare anche delle stime. A pianificare qualunque cosa. Il prezzo della lana è aumentato in media del 40%, il cotone del 65% con picchi per alcuni tipi anche del 110%. Stessa tendenza al rialzo anche per il poliestere che segna un aumento medio del 46%. Dati che cambiano settimana dopo settimana o addirittura giorno per giorno. «La situazione è in forte evoluzione», spiega Vincenzo Cangioli, vice presidente dell'Unione industriale. «Non riusciamo a capire cosa accadrà e quindi diventa difficile spiegarlo anche ai nostri clienti. Loro sono abituati ad avere prezzi stagionali e noi non riusciamo neppure a fare valutazioni giornaliere. Siamo davanti a continui aumenti dei prezzi delle materie prime tanto che le società che le vendono non rispettano neppure i contratti». Un'accelerazione cominciata a maggio ma che da agosto ha avuto impennate mai viste. «La lana supera il 40% di aumento, il cotone anche il 100% in quattro mesi. Per il lino ci sono fortissime difficoltà anche nelle consegne: si aspetta anche 4-5 mesi. Perché non è solo una questione di prezzi ma anche di disponibilità. Di lana ce n'è poca perché l'Australia ha ridotto la produzione e prima di 7-8 anni non migliorerà la situazine. Per riequilibrare un po' il mercato serviranno almeno 2-3 anni. Il cotone che ha variazioni di prezzo schizofreniche soffre delle difficoltà avute dai produttori in Russia e in Pakistan». L'unica soluzione per le aziende sarebbe quella di acquistare le materie prime e metterle in magazzino ma anche questo ha le sue controindicazioni: un magazzino pesante non aiuta nell'accesso al credito e le aziende che vivono difficoltà finanziarie, di fatto, per lavorare sono costrette ad aumentare l'esposizione. «I contratti sottoscritti a una certa data e con cui si dovrebbe bloccare il prezzo - è sempre Cangioli a parlare - sarebbero una soluzione ma non sempre vengono rispettati». I lanifici sono quindi in difficoltà con i listini. Impossibile riuscire a fare i prezzi, impossibile far passare gli aumenti con i clienti, impossibile perfino - per alcuni prodotti - riuscire a garantire i tempi di consegna. Una situazione di mercato che mette a dura prova gli imprenditori pratesi rendendoli meno competitivi. Per il cotone è arduo perfino dare delle date di consegna. Una schizofrenia che penalizza particolarmente il distretto pratese che della velocità di consegna e della possibilità di esaudire qualunque desiderio dei clienti ne aveva fatto il biglietto da visita per superare i concorrenti asiatici. I.R.
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