Il Tirreno

Prato

Al liceo scientifico Livi gli studenti si trasformano in docenti d'integrazione

Un incontro tra un gruppo di studenti dell’associazione
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Un incontro tra un gruppo di studenti dell’associazione

Al via un ciclo di conversazioni in italiano con gli stranieri La richiesta era venuta da un gruppo di ragazzi cinesi

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 PRATO. Studenti che s'improvvisano docenti d'integrazione. Al liceo scientifico Livi è partito il progetto "Conversazioni senza colore" promosso da alcuni studenti cinesi della scuola, in collaborazione con l'associazione "Libertà è partecipazione". Nei giorni scorsi l'istituto superiore ha ospitato alcuni incontri e a gennaio a Officina Giovani partirà la seconda tranche del progetto, con un ciclo di conversazioni in italiano per tutti i ragazzi stranieri delle scuole superiori.  La novità più originale del progetto risiede nel fatto che, a guidare i colloqui in italiano, in veste d'insegnanti di lingua, saranno proprio gli studenti pratesi.  «La proposta è arrivata da alcuni studenti cinesi- spiega il dirigente scolastico del Livi, Ivo Regoli- e il progetto mi è sembrato subito interessante. Nel nostro istituto abbiamo una discreta presenza di alunni stranieri, la più alta dei licei pratesi e nonostante i progetti previsti dal Protocollo e i corsi di L2 non sempre riusciamo a colmare le lacune linguistiche degli alunni di altre nazionalità. La scuola ha aderito alla prima parte del progetto, mettendo a disposizione alcune aule per gli incontri. Purtroppo ancora molti stranieri, raggiunto l'obbligo scolastico, abbandonano senza conseguire il diploma».  «Conoscere la lingua è il primo strumento per favorire l'integrazione, anche a scuola- commenta Serena Wu, maturanda del Livi e promotrice del progetto. Lo scorso anno avevo parlato a una mia insegnante delle difficoltà linguistiche incontrate dai miei connazionali ed è stato lì che abbiamo cominciato a pensare al progetto. Gli incontri a scuola hanno una valenza "teorica" e serviranno per favorire il confronto tra i ragazzi e raccogliere eventuali richieste ed esigenze. Da gennaio partirà invece la fase pratica a Officina Giovani, dove alcuni studenti italiani si metteranno a disposizione dei compagni stranieri per conversare con loro, in maniera colloquiale e spontanea».  «L'iniziativa è aperta a tutti gli studenti stranieri delle scuole superiori del territorio- commenta Cecilia Marasco di "Libertà è partecipazione"- all'inizio faremo un test d'ingresso per valutare il livello di conoscenza della lingua italiana dei partecipanti. Poi inizieremo le conversazioni secondo tre livelli di comprensione. La nostra associazione è ormai un esempio d'integrazione: su trenta attivisti, tra studenti delle superiori e quelli universitari, sei sono cinesi. Per noi aver ottenuto la loro adesione al nostro gruppo è stato un grande traguardo. Certo ci occorrerebbero maggiori risorse per questo progetto, un po' di strumenti in più come delle lavagne, su cui poter scrivere e magari un po' di sostegno da parte delle istituzioni. Dopo tutto il progetto riguarda i futuri cittadini pratesi, per loro imparare bene la lingua per integrarsi è fondamentale. Qualcuno si sente ormai pratese».

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di Redazione web