Il Tirreno

Prato

I miei vetri per Chechi, Vieri e a New York

Barbara Burzi
Werner Larcher con una delle sue vetrate e al lavoro
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Werner Larcher con una delle sue vetrate e al lavoro

Un bolzanino trapiantato a Prato realizza mosaici di cristallo

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 PRATO. Immagini, forme e mosaici di cristallo nel segno di Werner Larcher. Da oltre vent'anni quest'artigiano bolzanino trapiantato a Prato nel 1975, guarda il mondo attraverso le vetrate artistiche che lui stesso realizza per arredare gli interni dei locali e delle case di tutto il mondo.  Di lui non si può dire che non sia stato un precursore di ricette anti-crisi dato che in tempi ancora non sospetti, scelse di percorrere una strada alternativa al tessile. «Mi sono diplomato disegnatore meccanico al vecchio Buzzi in piazza Ciardi nel 1983 - racconta - ma dopo circa un mese, entrai nella bottega di un vetraio per imparare il mestiere. Ho fatto l'operaio per una decina d'anni finché nel 1992, 18 anni fa, decisi di mettermi in proprio». «Sono entrato nelle case di tanta gente - continua - Prima faccio un veloce sopralluogo dopodiché butto giù un progetto: nonostante segua sempre la stessa procedura, un prodotto non è mai uguale all'altro».  Facendo leva sulla personalizzazione, nel corso degli anni Larcher ha attirato su di sé l'attenzione di architetti e arredatori. «Tra i miei lavori più importanti ricordo la realizzazione in cristallo delle porte di un albergo di New York, a Manhattan - racconta - le docce a giorno per la villa del calciatore Vieri ai Bifolchi, le vetrate della casa di Yuri Chechi e tanti altri».  In un territorio industriale a monocultura tessile, quella di Larcher appare come un'attività di nicchia che però ha saputo cavalcare la crisi. «Il lavoro va bene e ultimamente sto lavorando molto con i cinesi di Prato - dice - per loro ho fatto diversi lavori, le vetrate del grande ristorante di via Curtatone e le pareti divisorie per quello di piazza del Mercato Nuovo, realizzate con motivi sabbiati: una tecnica di lavorazione che permette di ottenere decorazioni in parte satinate e in parte trasparenti».  Vetri soffiati, sabbiati, decorati. Trasparenti o colorati, antinfortunistici, a mosaico o a specchio: infiniti sono gli utilizzi di questo materiale e le tecniche di lavorazione. «La richiesta più originale è arrivata da parte di una coppia di genitori che voleva riprodurre su vetro il ritratto delle due figlie da una loro fotografia», racconta. Ma in un'Italia dove sono soprattutto i giovani a soffrire la disoccupazione, questo tipo di mestiere, spesso, non viene nemmeno preso in considerazione. E il rischio è che non ci sia ricambio generazionale. «Per i giovani che vogliono intraprendere la mia professione non c'è scuola migliore dell'esperienza di bottega. E soprattutto ci vuole tanta passione».

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