Il Tirreno

Prato

Quattrocentomila euro per le divise dei 180 vigili Ma la gara è tutta da rifare

Quattrocentomila euro per le divise dei 180 vigili Ma la gara è tutta da rifare

Giudicata non idonea dopo la verifica dei campioni dell'unica confezione, la Gim di via Galvani, che si era presentata

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PRATO. Una gara europea indetta dal Comune, molto complessa e molto, molto ricca: da 448mila 171 euro, Iva compresa, per la fornitura delle divise del corpo della polizia municipale dal 2011 fino al 2014, andata a monte. L'unico offerente, la confezione Gim di Bettazzi e Ricci & c snc, con sede in via Galvani a Prato, la ditta che storicamente rifornisce il Comune delle divise dei vigili, è stato giudicato non idoneo sulla base delle verifiche sulla campionatura, delegate a Paolo Borgiotti, perito del Buzzi.  In pratica cappotti, giubbotti, pantaloni eccetera non sono risultati rispondenti - ma per piccoli dettagli - ai criteri del capitolato, realizzato sulla base dei criteri regionali. «La questione - spiega Ricci, uno dei titolari della confezioni - riguarda in particolare la rispondenza dei campioni a quelle che sono le indicazioni della Regione (che ha unificato i criteri di confezione delle divise ndr) e alle quali è necessario attenersi anche per le rifiniture: la dimensione di un taschino della camicia, come le cuciture. Noi abbiamo partecipato alla gara - aggiunge - più che altro per senso del dovere. Perchè bloccare i prezzi per quattro anni può risultare decisamente diseconomico».

Ed è questo, probabilmente, il motivo per il quale solo la ditta pratese, tra le tante, ha partecipato.  La fornitura riguardava giacche e giacconi, estivi e invernali, pantaloni, camicie a maniche corte e lunghe per uomini e per donne, impermeabile unisex, maglioni, cappelli (maschili e femminili), guanti, calze per uomini e per donne, polo, pantaloni elasticizzati, pantaloni operativi, calzamaglie e cappotti. Insomma un guardaroba completo per 180 agenti, quanti sono quelli in servizio a Prato, compresi i cambi. I costi degli indumenti, senza il ricarico dell'Iva, sono stati fissati in una scheda. Qualche esempio: la giacca estiva ha un prezzo a base d'asta di 100 euro, quella invernale di 108 e qualche centesimo. Per i pantaloni di fresco di lana 40 euro, lo stesso per quelli di cotone. A 50 euro invece i pantaloni invernali. Le camicie - prezzo a base d'asta - variano dai 17,50 euro ai 19, mentre il giaccone unisex arriva a 225 euro.

Giubbotto estivo a 115, impermeabile estivo a 266, mentra quello a tre-quarti a 50 euro. Un po' più su col prezzo i pantaloni di cordura, una fibra praticamente indistruttibile, fissati a 210 euro, mentre il top si raggiunge per i giubbotti unisex dei motociclisti per i quali la base d'asta è di 334 euro. Previsto anche il cappotto - di cardato rigenerato - a 150 euro e il fazzoletto da collo a 3,34 euro.  Andata a monte la gara a evidenza pubblica, ora il Comune dovrà rifare tutto da capo: un'altra montagna di carte. Con una nuova determinazione dirigenziale affidata al comandante del corpo Andrea Pasquinelli al quale spetterà anche il compito di individuare le nuove modalità di acquisto del vestiario. «Quando accadono queste cose - conclude il titolare della Gim - di solito si procede a chiamata diretta e per acquisti relativi a un solo anno».

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