Il Tirreno

Prato

Da giovedì si possono presentare le domande in prefettura, uffici impegnati a smaltire le richieste

Esame d'italiano per 1.800 stranieri

Maria Lardara
Stranieri davanti alla questura
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Stranieri davanti alla questura

Superare il test diventa decisivo per allungare il permesso di soggiorno

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PRATO. Dimmi se parli l'italiano e ti dirò se sei idoneo per la carta. Non una qualsiasi, ma quella che serve agli stranieri per un soggiorno di oltre 5 anni. Sono quelli che qui vogliono metter radici ma devono dimostrare di conoscere la lingua di Dante con un test. E' il gradino da superare per un permesso più lungo. Si stima che in un anno a Prato siano chiamati all'esame 1800 stranieri.  Non numeri a caso quelli sfornati dalla Prefettura, ma stabiliti sulla previsione di domande che normalmente arrivano sulla scrivania della Questura: dagli uffici pratesi del ministero dell'Interno si calcola infatti che le richieste per il rilascio del "permesso Ce per soggiornanti di lungo periodo" (ex carta di soggiorno), si attestino sulle 150 circa al mese. E 150 dovrebbero essere così i cittadini stranieri che mensilmente faranno richiesta di sostenere il test. Potranno farlo da giovedì prossimo 9 dicembre, giorno dell'entrata in vigore del decreto del ministero dell'Interno risalente al 4 giugno scorso.

Il trucco sta in un computer e una connessione a internet: chi desidera ottenere il permesso lungo, da giovedì prossimo dovrà collegarsi al sito www.testitaliano.interno.it (anche attraverso i patronati) e seguire la procedura per la domanda per via telematica. Dopodiché la palla passerà alla prefettura che ha tempo 60 giorni per convocare i candidati per la prova. Da febbraio dunque dovrebbe partire il calendario degli esami. «Ma di domande - spiega Davide Lo Castro, capo gabinetto della Prefettura - potrebbero arrivarne meno. Alcuni stranieri potrebbero addirittura spaventarsi di fronte alla prospettiva di un test di lingua e rinunciare così a chiedere un permesso più lungo. Chi presenta domanda con queste intenzioni d'altra parte fa parte della punta dell'iceberg: in molti decidono di rinnovare di volta in volta il permesso di soggiorno». D'ora in poi dunque non si scappa più: la nostra grammatica o si sa o non si sa. Del resto, è lo stesso assessore all'Integrazione del Comune Giorgio Silli, nell'accogliere a braccia aperte il nuovo obbligo, ad ammettere che «la lingua sia innegabilmente il primo gradino per l'integrazione».

Tutti promossi se si riuscirà a rispondere a domande come «Quanti figli hai?» (l'italiano da sapere è quello per principianti, secondo il "livello A2"), mentre in caso di bocciatura nessuna paura: si potrà tentare con un nuovo esame (il test è gratuito). Intanto in prefettura di scaldano i muscoli per gestire il flusso di domande che arriveranno nelle prossime settimane. Peccato che da mesi gli sportelli unici per l'immigrazione siano in stato d'agitazione per il tagli ai posti di lavoro degli amministrativi, i cui contratti già precari scadranno il prossimo 31 dicembre. L'impatto che le nuove pratiche avranno sugli sportelli dovrebbe essere comunque contenuto per via della procedura telematica. Mentre per la sede deputata a ospitare le prove è stato indicato il Ctp all'istituto Mazzoni (in via San Silvestro) in quanto il Ministero demanda ai "centri provinciali per l'istruzione degli adulti" lo svolgimento delle prove, non tutti gli immigrati devono passare attraverso il test: possono tirare un sospiro di sollievo gli stranieri con in tasca il diploma superiore, chi ha già un attestato che certifichi la conoscenza dell'italiano a un livello A2, particolari categorie di stranieri in Italia come professori, traduttori o giornalisti.

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