Gioco
Modellisti, stilisti, operai e magazzinieri il piano di assunzioni della società Braccialini
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Il direttore marketing Lorenzo Braccialini e una giovane appassionata delle originali borse nel negozio Marvers di Prato2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Stilisti, modellisti, montatori, operai per l'area logistica, magazzinieri, commessi. Sono le figure che l'azienda di borse Braccialini con sede a Scandicci ha in piano di assumere. Profili che si avvicinano alle professionalità presenti a Prato. Per partecipare alla selezione è necessario inviare il curriculum per mail, accedendo al sito internet della società.
A confermare il piano di assunzioni è il direttore del marketing dell'azienda Lorenzo Braccialini. «La nostra azienda è in crescita - spiega - e vogliamo fare qualche assunzione mirata. In particolar modo nell'ufficio stile e nel reparto di modelleria. Le persone che cerchiamo lavoreranno nella nuova sede di Scandicci o nello stabilimento di logistica che si trova qui vicino». Un'azienda che dal 2000 al 2008 si è attestata su crescite medie annue del 40% e che grazie alla flessibilità produttiva riesce a stare sul mercato con successo. Un esempio di come un elevato numero di dipendenti non cozzi con un'organizzazione aziendale snella. «Il tessile e la pelletteria - sottolinea - sono settori diversi ma per certi aspetti simili. Credo che per Prato uno dei problemi storici sia il sottodimensionamento delle aziende.
Quella che per alcune cose è una forza può trasformarsi anche in debolezza». Tra i problemi che hanno portato Prato a soffrire più di altri la crisi c'è, secondo Braccialini, anche «la perdita di competitività dovuta alla poca specializzazione rimasta. Prato ha investito non a sufficienza sulla qualità mentre anche per i tessuti oggi a pagare è l'alta tecnologia e il puntare su prodotti che meno risentono della concorrenza asiatica. Eppure, nel distretto ho molti amici imprenditori, esiste un know how sedimentato in centinaia di anni, che potrebbe aiutare molto. Invece si sta assistendo a un impoverimento delle risorse umane». Avere dipendenti e risorse per Braccialini non significa automaticamente dover produrre tutto in Italia. «Noi produciamo le prime linee tutte con artigiani fidatissimi ma per altri modelli ci rivolgiamo anche all'estero. Anche questo ci ha permesso di crescere e di creare opportunità di lavoro qui offrendo una serie di servizi: abbiamo tanti amministrativi, esperti di marketing, stilisti, modellisti di cui siamo gelosissimi ma anche tanto personale che lavora nella logistica e magazzinieri». I.R. Altro servizio a pag. 3
A confermare il piano di assunzioni è il direttore del marketing dell'azienda Lorenzo Braccialini. «La nostra azienda è in crescita - spiega - e vogliamo fare qualche assunzione mirata. In particolar modo nell'ufficio stile e nel reparto di modelleria. Le persone che cerchiamo lavoreranno nella nuova sede di Scandicci o nello stabilimento di logistica che si trova qui vicino». Un'azienda che dal 2000 al 2008 si è attestata su crescite medie annue del 40% e che grazie alla flessibilità produttiva riesce a stare sul mercato con successo. Un esempio di come un elevato numero di dipendenti non cozzi con un'organizzazione aziendale snella. «Il tessile e la pelletteria - sottolinea - sono settori diversi ma per certi aspetti simili. Credo che per Prato uno dei problemi storici sia il sottodimensionamento delle aziende.
Quella che per alcune cose è una forza può trasformarsi anche in debolezza». Tra i problemi che hanno portato Prato a soffrire più di altri la crisi c'è, secondo Braccialini, anche «la perdita di competitività dovuta alla poca specializzazione rimasta. Prato ha investito non a sufficienza sulla qualità mentre anche per i tessuti oggi a pagare è l'alta tecnologia e il puntare su prodotti che meno risentono della concorrenza asiatica. Eppure, nel distretto ho molti amici imprenditori, esiste un know how sedimentato in centinaia di anni, che potrebbe aiutare molto. Invece si sta assistendo a un impoverimento delle risorse umane». Avere dipendenti e risorse per Braccialini non significa automaticamente dover produrre tutto in Italia. «Noi produciamo le prime linee tutte con artigiani fidatissimi ma per altri modelli ci rivolgiamo anche all'estero. Anche questo ci ha permesso di crescere e di creare opportunità di lavoro qui offrendo una serie di servizi: abbiamo tanti amministrativi, esperti di marketing, stilisti, modellisti di cui siamo gelosissimi ma anche tanto personale che lavora nella logistica e magazzinieri». I.R. Altro servizio a pag. 3
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