Sicurezza
Calissi accusa: «E' stato un complotto»
Barbara Burzi
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Massimo Calissi, presidente uscente del Centro L'ex presidente del Centro difende l'operato del direttore
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PRATO. Alzi la mano chi non è mai stato almeno una volta al Centro di scienze naturali per osservare la fauna, dare da mangiare agli animali o partecipare a una delle tante iniziative didattiche. L'ecosistema di Galceti che per quasi mezzo secolo ha mantenuto l'equilibrio oggi si è incrinato con l'accusa di essersi trasformato in un lager per animali. Visite guidate cancellate perché da giovedì i cancelli si sono chiusi. Una vicenda che ha dell'incredibile se si pensa al ruolo ambientale e didattico che il Csn ha rivestito finora. E non solo per Prato. Un marchio di garanzia famoso in tutta Italia finito al centro di una voragine giudiziaria che ha scatenato rabbia e delusione. Certamente quella dell'ex presidente Massimo Calissi il quale respinge con forza le «accuse infamanti» mosse contro i gestori del Centro, di maltrattamento verso gli animali, caccia e abuso della professione medica. Calissi, che idea si è fatto di tutta questa vicenda? «Si tratta di una montatura messa in piedi da alcuni personaggi fiorentini legati ad un' associazione ambientalista tra cui un noto veterinario esponente dell'associazione». Ne sembra sicuro. «Le dico solo che a giugno durante la visita della Forestale le guardie fecero alcune osservazioni, ma non trovarono alcuna irregolarità a parte un medicinale che in quel momento si trovava fuori dal frigo e che pertanto fece sospettare Tozzi di abusare della profesiosne medica. Considerato il fatto che avevamo un veterinario che ci costava circa 14.000 euro l'anno, facemmo notare loro che l'accusa era infondata. La mattina successiva quel medico fiorentino legato all'associazione di cui le parlavo prima, telefonò in Provincia sostenendo che il centro sarebbe stato chiuso e rendendosi disponibile a ospitare gli animali». Che ruolo ha la Provincia? «Non è più la Regione Toscana ad erogare i contributi economici (circa 170mila euro l'anno per la cura e il riadattamento degli animali di tutto il territorio regionale), dalla fine del 2009 i soldi al centro arrivavano dalle Province di Prato e Pistoia, circa 100mila euro l'anno, un po' meno, ma per un territorio meno vasto». Che cosa le è dispiaciuto di più in tutta questa storia? «Che a questo esposto si siano aggiunte voci incontrollate alle quali solo chi non sa niente di come si gestiscono gli animali può credere». Per esempio? «Quelle che dipingono il direttore come un una specie di mostro. La carabina che è stata sequestrata nell'abitazione di Tozzi e le trappole servivano a catturare i topi per darli da mangiare ai boa e ai rapaci. Hanno contestato persino che la gabbia del picchio verde non era abbastanza grande a riprova del fatto che non sanno niente di come vive quella specie di uccello, il quale, gli abbiamo spiegato, necessita di uno spazio piccolo e riparato». L'impressione è che a fronte di quello che rappresenta il Csn in termini rilevanza, non ci sia stata una gestione altrettanto professionale. Che cosa ne pensa? «Finora c'è stata una gestione artigianale del centro forzata però dalla mancanza di mezzi e denari: la struttura è fatiscente, sono pienamente d'accordo, ma abbiamo pochi soldi e sfido chiunque a tenere pulito e sempre in ordine con soli 5 dipendenti (tra cui un amministrativo) uno spazio come quello di Galceti. Avete una minima idea di quanto sporco fanno 4.000 animali? E sulla professionalità di Tozzi? «Non conosco una persona più professionale di lui sul piano didattico e delle linee d'indirizzo: un conto è la preparazione scolastica, un altro è la gestione degli animali che è una cosa molto complicata». Come s'immagina il futuro del Csn? «Credo che verrà chiuso, mentre chiederemo il dissequestro del planetario e della stazione astronomica altrimenti dovremmo cancellare tutte le prenotazioni». Non crede sia possibile un rilancio? «Senza visitatori non possiamo registrare entrate e pertanto non ci assegneranno più nemmeno i contributi pubblici. Sono d'accordo con Tozzi quando dice di non volersi più occupare degli animali. Lo facciano altri, se credono sia così facile. Di lì sono passati migliaia di volontari, se davvero ci fossero stati dei maltrattamenti non credete che li avrebbero denunciati?»
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