Italia
Il teatro come forma di terapia
Miriam Monteleone
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Il teatro come mezzo di espressività per i disabili In scena giovani, anziani e diversamente abili
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PRATO. Anche quest'anno le Circoscrizioni Nord ed Est, con il sostegno del Comune di Prato e la collaborazione della cooperativa Cui e dell'Anffas, hanno promosso il progetto "Rumori dal Palcoscenico". Coinvolta una trentina di persone tra giovani, anziani e diversamente abili. La finalità dell'iniziativa dal 2006 è quella di avvicinare persone con diverse abilità al palcoscenico, facendo acquisire loro maggiore consapevolezza delle proprie possibilità motorie, espressive, intellettuali e relazionali. Per qualcuno l'esperienza del laboratorio teatrale è stata quasi terapeutica. Da marzo ad oggi, i partecipanti hanno frequentato gli incontri teatrali, a cura del regista Giuseppe Severi una volta a settimana, il risultato dell'esperienza è lo spettacolo "Un giorno in montagna" che andrà in scena lunedì (ore 10) al Teatro Magnolfi; in replica martedì 7 alle 21 (Magnolfi) e martedì 14 al Teatro Vittoria (sempre ore 21). L'ingresso allo spettacolo è libero, ma chi vorrà potrà lasciare un'offerta destinata alle due associazioni e ovviamente agli attori. «Il disagio non è un limite alla creatività- ha commentato Alberto Manzan, presidente della Circoscrizione Nord- e questo progetto che portiamo avanti dal 2006, nonostante le ristrettezze economiche, ne è la riprova. E' un modo per togliere queste persone dalle loro case o dai centri di accoglienza e per renderli protagonisti». «Anche la Circoscrizione Est ha aderito al progetto da qualche anno- ha aggiunto invece il presidente Alessandro Ciardi- grazie anche al contributo dell'Anffas, dove ogni giorno lavorano tanti volontari ed educatori. Siamo lieti di presentare il progetto oggi alla città che è anche la Giornata nazionale della Disabilità». Sullo spettacolo a fornirci qualche dettaglio è invece il regista Giuseppe Severi. «Quest'anno abbiamo lavorato su un testo ispirato alla famiglia e al rapporto genitori e figli- spiega Severi. Lavorare con questi attori "speciali" è stata un'emozione irripetibile. Abbiamo cercato di coinvolgere nel progetto persone di varie fasce d'età. Ognuno ha dato il suo contributo. Spero che anche quest'anno la sala del teatro si riempia come è stato in passato. Questi ragazzi se lo meritano davvero».
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