La manifestazione
Primo round nella partita sulla privatizzazione delle reti del gas
Il Tar dà ragione a Consiag
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Lavori alle tubature del gas 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. La notizia si è diffusa come un fulmine tra i dipendenti Consiag: il Tar della Toscana, in questa ennesima puntata del contezioso aperto sulla procedura per privatizzare le reti del gas avviata dal Comune di Prato, ha dato ragione alla spa e non all'ente pubblico. Vicenda complessa, anche questa, con mosse e contromosse sul filo di leggi e procedure. Il pronunciamento del Tar riguarda il ricorso, fatto dal Comune già l'estate scorsa, per ottenere una serie di dati tecnici relativi all'azienda, personale incluso, con i quali poter fare il bando per mettere a gara la rete del gas. Il Comune si era rivolto alla spa, per lettera, per ottenerli; la spa per lettera raccomandata aveva riposta che le informazioni richiesta non sarebbero state date, alneno non con la procedura seguita. Per la verità la risposta era più articolata: Consiag rispondeva al Comune che per ottenere una serie di informazioni "sensibili" sarebbe stato necessario chiedere e ottenere il consenso di tutti i soci Consiag. Consenso negato. Su questo rifiuto il Comune ha fatto ricorso al Tar che ieri ha emesso la sentenza dando, per questo primo round, ragione alla società: il Comune non avrebbe impostato correttamente la domanda. Davanti al Tar c'è però anche il ricorso dei sindaci dei cinque Comuni del territorio: Vernio, Vaiano, Cantagallo, Carmignano e Poggio a Caiano, che hanno posto due questioni: se anche i Comuni, sulla scorta dell'iniziativa del capoluogo, dovranno avviare l'operazione della suddivisione della rete caricandosi di oneri aggiuntivi e forse insostenibili e sulla legittimità dell'intera operazione. C.O.
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