Il Tirreno

Prato

Il campione olimpico si è detto compiaciuto degli interventi realizzati nel cuore della città

Chechi ci ripensa: «Ora in centro ci sto bene»

Il sindaco Cenni insieme a Umberto Cecchi
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Il sindaco Cenni insieme a Umberto Cecchi

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 PRATO. Rilanciare il centro storico, renderlo più accogliente, riorganizzare il sistema della sosta e dell'accesso ma anche quello della mobilità nell'ottica di un trasporto pubblico efficiente sì ma più leggero: sono le priorità della giunta comunale.  Di centro storico si è parlato sera nel terzo appuntamento di "Prato Incontra", intitolato appunto "Se vuoi bene alla città, vivi il centro".  Ospiti del giornalista e presidente del Metastasio, Umberto Cecchi, moderatore della serata, sono stati il vicesindaco e assessore al Centro storico Goffredo Borchi, l'assessore alle Attività produttive Roberto Caverni, il presidente della Circoscrizione Prato Centro Massimo Taiti, il campione olimpico Jury Chechi, il presidente di Rete Imprese Italia Giuseppe Nardini, il direttore artistico della Camerata Strumentale Città di Prato Alberto Batisti.  Il dibattito ha fornito spunti interessanti, ed è stato il vicesindaco ad introdurre i primi elementi: «Questa amministrazione - ha detto - ha puntato molto sul centro storico, ha voluto prima di tutto capire i problemi per affrontarli, consapevole che quando si risolveranno quelli si saranno risolti forse tutti i problemi della città. Dare attenzione al centro - ha continuato Borchi - significa infatti dare attenzione al lavoro, alla qualità della vita, all'arte, alle opere pubbliche, alla nostra identità, significa richiamare il turismo che rappresenta un aspetto per troppo tempo trascurato perché evidentemente Prato riusciva brillantemente a sostenersi con la sua economia primaria».  Incalzato da Umberto Cecchi, Jury Chechi è tornato sulla sua affermazione di oltre un anno fa che fece molto parlare: "Questo centro non mi piace più, me ne vado". A distanza di diversi mesi, Chechi ha cambiato opinione: «Resta qualche problema, ma percepisco una inversione di tendenza. Io ho scelto il centro, ho scelto di vivere in questa parte di città con la mia famiglia e sono rimasto perché il cambiamento effettivamente lo vedo. Il degrado? Dipende anche dai negozi stranieri che non curano il decoro perché non hanno interesse ad abbellire questa città che non è e non sentono come loro».

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