La manifestazione
«Cenni scelga da che parte stare»
Barbara Burzi
◗
Massimo Carlesi Duro attacco al sindaco dal gruppo consiliare Pd
2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Non è ancora una richiesta formale di dimissioni da parte dell'opposizione, ma poco ci manca. «Vogliamo che Roberto Cenni scelga cosa fare: se intende proseguire col mandato di sindaco o salvare la Sasch, in quanto non può certamente andare a trattare soldi pubblici per aziende di cui lui è il socio di riferimento». Il monito è stato lanciato ieri dal capogruppo Pd del consiglio comunale Massimo Carlesi, il quale ha affermato di voler, anzitutto, vigilare in modo puntale sulle prossime mosse del sindaco e di essere pronto a denunciare eventuali conflitti di interesse. «Non siamo contrari a un intervento di FidiToscana - afferma - perché la vicenda del Gruppo Sasch è sicuramente l'evento societario più rilevante degli ultimi anni sia come importi, sia per il numero di fornitori e lavoratori coinvolti, il cui futuro ci sta particolarmente a cuore. Tuttavia, occorre che cia sia trasparenza nel percorso». Il ruolo di sindaco con quello di imprenditore di una società in forte crisi (le cui difficoltà avranno ripercussioni sull'occupazione e sull'economia locale), è considerato da Massimo Carlesi «incompatibile» anche nel caso in cui fosse lo stesso assessore Roberto Caverni a trattare con la Regione affinché si occupi del caso Sasch attraverso lo strumento di FidiToscana. «Si tratta di una vicenda emblematica della situazione critica che sta vivendo il manifatturiero - interviene il consigliere Pd Nicola Oliva - pertanto, propongo di prendere a prestesto questa vicenda e di portarla sui tavoli nazionali affinché il Governo trovi soluzioni concrete per l'economia del distretto». Caso Sasch a parte, quella scattata dall'opposizione è una fotografia di una città in declino. «Dopo otto mesi di lavoro - prosegue Carlesi - la II Commissione, cui era stato affidato il compito di individuare misure urgenti anti-crisi, non è riuscita a produrre risposte concrete». Prima di illustrare alcune proposte contenute nella bozza di documento che era stata redatta dai commissari di minoranza della II Commissione, la consigliera Pd Cristina, ha fatto notare che «dopo diversi incontri, quando a ottobre si è giunti a una sintesi, tra le modalità di reperimento risorse proposte dalla maggioranza è emersa quella di vendere le quote delle partecipate; ma non riteniamo che possa rappresenterare una risposta all'emergenza del problema». Tra le misure destinate ad interventi urgenti di sostegno alle imprese individuate, invece, dai commissari di minoranza, al primo posto c'era la cartolizzazione dei crediti stralciati dal bilancio 2010 approvato da pochi mesi, mentre era pensato per le famiglie il Fondo di garanzia solidale. «Per il prossimo anno si profila una diminuzione del budget sociale di due milioni di euro su un totale di circa 18 milioni», segnala la consigliera Pd Lia Vanni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
