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Prato

In fumo il magazzino di stracci

Alessandro Pattume
In fumo il magazzino di stracci

Paura in via di Vittorio: furioso incendio distrugge l'Italfibre

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MONTEMURLO. Paura a Bagnolo ieri mattina, quando intorno alle 12,10 fiamme alte anche tre metri sono divampate all'interno della Italfibre di via Di Vittorio, azienda di stoccaggio di materie prime tessili. Non si registrano feriti. I pompieri sono stati impegnati tutto il pomeriggio per impedire al fuoco di propagarsi ai capannoni adiacenti, tra cui anche una grossa confezione cinese. Un rogo accidentale, secondo i pompieri, che avrebbe avuto origine durante la pressatura.  La prima a dare l'allarme è stata una dipendente della stessa Italfibre, che secondo alcuni testimoni oculari, intorno alle 12.10, è uscita nel piazzale chiedendo aiuto a gran voce. Nello stesso momento, sul retro del capannone, dove cioè hanno sede l'Imbozzimatura Nieri e il tubettificio Mazzoncini, qualcuno aveva già dato l'allarme. Paura soprattutto per la titolare del tubettificio Tania Mazzoncini, una delle prime a chiamare i vigili del fuoco.

«Sulle prime ho pensato a una stufa, non so perché - racconta ancora spaventata - poi sono divampate le fiamme e la paura è stata tanta, soprattutto perché il mio capannone è pieno di cartone». E' andata più o meno alla stessa maniera per gli operai dell'Imbozzimatura Nieri, il cui capannone confina con quello della Italfibre. «All'inizio abbiamo sentito una leggera puzza di bruciato - raccontano - ma quando siamo usciti sul piazzale le fiamme già uscivano dal tetto. E' successo tutto nel giro di cinque minuti». Un incendio alimentato non solo dalla quantità ma soprattutto dalla qualità del materiale custodito all'interno dell'azienda. Lana e tessuti sintetici che hanno alimentato il fuoco e impegnato i vigili del fuoco su due fronti, perché le fiamme sembrano aver avuto origine proprio nella parte più interna dell'Italfibre, quella che dà sul retro. Così, mentre nel piazzale di via Di Vittorio si agiva dall'interno e si cercava di impedire che il fuoco attecchisse su tutti i colli stoccati, sul retro si è tentato di impedire al fuoco di aggredire anche gli altri capannoni.

Del tetto dell'Italfibre adesso c'è rimasto poco, mentre anche quello della mensa dell'imbozzimatura, stando a quanto riferito dai dipendenti, presentava nel primo pomeriggio crepe che hanno indotto gli operai ad abbandonare l'azienda. Per tutto il pomeriggio una colonna di denso fumo nero si è alzata dal cuore della zona industriale di Montemurlo. Nessun ferito tra gli operai, ma tanta paura per un pompiere che sarebbe stato sfiorato dal crollo di una parete all'interno dell'azienda di stoccaggio dei materie prime. Sarebbe infine da escludere, secondo gli stessi vigili del fuoco, la natura dolosa dell'incendio. L'ipotesi più accreditata è invece quella di un innesco accidentale nel corso di un'operazione di pressatura. La Italfibre di Carmine Romanelli occupava il capannone da circa cinque anni.

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