Il Tirreno

Prato

Tra liti e rancori sfiducia respinta

Alessandro Pattume
Tra liti e rancori sfiducia respinta

La resa dei conti tra destra e sinistra va in scena in consiglio comunale

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MONTEMURLO. Imbarbarimento e vecchi rancori, ma anche ricerca di una politica con la P maiuscola e di nuove prospettive. E' il punto di non ritorno nella discussione politica montemurlese raggiunto e superato nell'ultimo consiglio comunale di novembre di martedì scorso. Viene approvata a maggioranza la seconda variazione al piano delle opere pubbliche. Ma è la mozione di sfiducia al presidente del consiglio Forastiero, poi respinta, la vera protagonista della serata.  Punto di non ritorno. Comincia il sindaco Mauro Lorenzini. «Questa amministrazione ha fatto finora 34 consigli comunali e prodotto 191 atti di cui 96 come conseguenza di interpellanze, interrogazioni e ordini del giorno. Questo tanto per dire che il consiglio e il presidente hanno lavorato eccome. Noi vogliamo tornare a fare politica con la P maiuscola: se voi fate questa mozione per rimescolare in continuazione le carte non va bene - ha aggiunto il sindaco - il presidente Forastiero non può fare il gendarme: l'ora dei giochini è finita. Torniamo a fare per bene il nostro ruolo». Un appello, quello del sindaco, che verrà poi raccolto dal capogruppo Pdl Roberto Ulivi. «La mozione di sfiducia ha valore simbolico - dice - Se riusciamo a smaltire gli arretrati potremo ripartire a gennaio con un nuovo criterio. Poi, per i toni, dovremo stare attenti anche noi, ma gli esempi ci devono arrivare dal sindaco e dalla maggioranza». Una posizione che viene confermata anche dal consigliere Lorenzo Traettino: «Abbiamo preso coscienza che lei non ha fatto per bene il suo lavoro - ha detto rivolgendosi a Forastiero - ma se la mozione viene respinta allora sarà uno stimolo affinchè faccia meglio».  Una questione personale. C'è di più. Sono vecchi rancori politici e personali che tornano a galla. «Il sostanziale pareggio elettorale avrebbe dovuto spingere la maggioranza ad eleggere un presidente del consiglio dell'opposizione - ha spiegato il consigliere Delfine - a questo forse si deve l'imbarbarimento del consiglio comunale». Mentre è il capogruppo di "Rilanciare Montemurlo" Aurelio Biscotti a dare maggiori spiegazioni. I toni si alzano e si torna indietro, a uno striscione della campagna elettorale che recitava "Scegli l'onestà", per cui chiede le scuse dell'assessore Simone Calamai. E quando qualcuno lo interrompe per fargli notare che è offensivo chiamare un assessore "mago Otelma", Biscotti spiega: «Voglio offendere sì, perchè il signorino dovrebbe avere l'onestà intellettuale di chiedere scusa e invece niente. Io ho una dignità e finchè non ci saranno le scuse, i lavori di questo consiglio andranno avanti così». L'assessore Calamai si vede negare la richiesta di replica. Più tardi spiegherà: «Non ho niente per cui devo chiedere scusa al consigliere Biscotti. Sia ora che in passato ha sempre tenuto toni del genere e con i polveroni e le offese non si fa altro che perdere il senso di quello che siamo». Il sigillo alla serata è però di Giuseppe Forastiero: «Questa situazione è figlia di una campagna elettorale pesante ma credo che stasera si siano finalmente capiti i motivi. Invito il consiglio a fare uno sforzo maggiore: è per il bene dei montemurlesi».

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