Il Tirreno

Prato

Operazione Gida bis: tutte le perplessità

Le vasche di depurazione della Gida
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Le vasche di depurazione della Gida

Nella nuova società anche gli impianti di Baciacavallo e del Calice

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PRATO. Scissione Gida: prima commissione a vuoto. La seconda convocata oggi alle 12,30, tre ore prima dell'inizio del consiglio comunale che dovrà dare l'ok sulla divisione in due società della spa per la depurazione delle acque civili e industriali. Il rinvio è stato chiesto dall'opposizione Pd che, per la complessità della situazione, ha ottenuto la presenza dell'intero consiglio di amministrazione. Non è escluso, però, un nuovo rinvio a causa degli impegni di lavoro del presidente Carlo Longo. Si vedrà. Più chiari, comunque, i termini dell'operazione contenuti nella delibera di indirizzo che la commissione e il consiglio valuteranno oggi. In primo luogo la nuova società che nascerà sarà quella per la depurazione delle acque civili e si chiamerà Gida Civile spa, avrà nove membri nel consiglio di amministrazione (5 nominati dal Comune col 48,92% delle quote, gli altri 4 dall'assemblea su indicazione, insindacabile, dell'azionista di minoranza con la quota maggiore di azioni, ovvero l'Unione industriale col 45,8% di quote). Il presidente sarà di nomina del Comune, il vice indicato dagli industriali. Identico assetto per la seconda Gida, Gida Industriale Spa che però avrà in dote gli impianti della società, Baciacavallo e il Calice, la cui proprietà è una questione complessa: in parte pubblica, in parte di Gida spa. Sul fronte delle azioni -il capitale sociale di Gida spa è 120mila euro - passeranno in un rapporto di una quota-un euro e in percentuali identiche a quelle delle attuali proprietà.  La delibera di indirizzo parte da un assunto: che la depurazione civile rientra nel ciclo del servizio idrico integrato, cioè servizio pubblico, e che è soggetta allo scorporo, previsto per legge, del patrimonio (impianti e reti) dalla gestione del servizio. Sempre secondo la delibera «la depurazione industriale di Gida» ha invece «natura di attività a carattere prettamente privatistico» e quindi può vivere di vita propria. Ma su questa interpretazione ci sono molte perplessità: perchè gli impianti sono unici, con un unico afflusso e unca anche la reti di depurazione. Inoltre la fognatura industriale dedicata è ancora là da venire.  In sostanza Gida Civile - se il progetto passerà - si occuperà della depurazione delle acque bianche e Gida Industriale della depurazione delle acque industriali, ma anche delle depurazione dei percolati e dei liquami. La parte cioè che garantisce tutt'ora introiti consistenti alla spa.  Due le riflessioni che in queste ore si stanno facendo. La prima riguarda i bilanci in attivo di questi anni di Gida. Il segno più è stato possibile grazie all'equilibrio tra le attività pubbliche (lavorazione delle acque civili), settore che qualche difficoltà alla società l'ha creata e quelle privatistiche, in particolare i percolati, perchè la depurazione delle industriali è calata dal 14 a 9 milioni di metri cubi per la crisi. Una volta separate, l'eventuale "rosso" dei conti di Gida Civile potrebbe avere ricadute dirette sulle bollette dell'acqua. Gida spa infatti oggi lavora per conto di Pubbliacqua: depura il 40% delle acque bianche che rientrano nel ciclo della distribuzione. Se i conti non dovessero tornare ne risentirebbe immediatamente la tariffa. Tariffe che invece resterebbero sotto controllo nell'altra società: Gida Industriale. Inoltre, partendo dall'ipotesi di conferire a Gida Industriale gli impianti, le acque bianche depurate dovrebbero comunque passare attraverso il Calice. Gida Civile si troverà a pagare il servizio alla sorella industriale?

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