La manifestazione
"Stressometro", nuovo balzello
Barbara Burzi
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Marco Pieragnoli responsabile area sviluppoConfartigianato chiede semplificazione per le piccole aziende
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PRATO. Mentre le imprese lottano per uscire dalla crisi, dall'Europa arriva l'ennesimo adempimento burocratico a loro carico. Riguarda la misurazione dello stress da lavoro dei dipendenti sulla base di precisi indicatori tra cui l'assenteismo, le lamentele e gli infortuni. L'obbligo scatta dal 1º gennaio 2011. I problemi maggiori li avranno gli artigiani, i quali per effettuare questo tipo di analisi sullo stato dei lavoratori dovranno appoggiarsi a uno studio di consulenza e pertanto caricarsi di ulteriori costi in un periodo in cui, invece, tutti gli sforzi dovrebbero essere concentrati sul superamento della crisi. A questo si aggiunga il peso di ulteriore burocrazia sulle spalle dell'imprenditore. «E chi si occuperà invece di misurare lo stress da appesantimento burocratico per gli artigiani e quello ancora più preoccupante da mancanza di lavoro?». E' quanto si chiede Marco Pieragnoli, responsabile dell'area sviluppo economico per Confartigianato Prato, il quale punta il dito contro quello che appare come un altro balzello per le piccole e medie imprese. La normativa prevede che il datore di lavoro debba effettuare le valutazioni di rischio da stress sulla base di precisi indicatori oggettivi: da un parte i cosiddetti "eventi sentinella" (per esempio, infortuni e grado di assenteismo); e dall'altra, quei dati che per essere analizzati richiedono il coinvolgimento diretto del lavoratore (per esempio le lamentele derivanti dalla percezione di sentirsi sottoqualificati). Alla prima verifica preliminare seguirà una seconda valutazione più approfondita se l'allarme di rischio non rientrerà entro un breve periodo. «Questo adempimento rappresenta un altro ostacolo per l'attività delle piccole imprese - agginge Pieragnoli - molte delle quali non dispongono di un'organizzazione tale da consentire di gestire quest'obbligo in autonomia. Il datore di lavoro non ha nemmeno le competenze professionali per gestire gli eventuali disagi emersi dall'analisi e pertanto avrebbe bisogno di essere affincato da professionisti. In questo caso va considerato anche l'onere finanziario». Affinchè le imprese possano concentrarsi su obiettivi di crescita e sviluppo, Confartigianato ha sollecitato modalità semplificate per l'applicazione delle norme sullo stress da lavoro correlato alle imprese che occupano fino a 15 dipendenti. «Nel frattempo - continua Pieragnoli - è allo studio l'apertura di uno sportello d'ascolto gestito da professionisti riservato agli artigiani, poiché come associazione vogliamo dare un sostegno ai lavoratori stressati dalla crisi economica».
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