Il Tirreno

Prato

La storia vista da Montemurlo

L’incontro con gli studenti
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L’incontro con gli studenti

Illustrata agli studenti della scuola media la vita di don Giunti

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 MONTEMURLO. Come s'intreccia la storia di Montemurlo con quella dell'unità d'Italia. E' la vicenda umana di Gaetano Giunti, pievano di Montemurlo tra il 1832 e il 1887, quella che il professor Ilvo Santoni, in occasione dell'anniversario dell'abolizione della pena di morte, ha raccontato ieri mattina agli studenti della media "Salvemini - La Pira" e dell'Istituto d'arte per la celebrazione della Festa della Toscana. «La figura di Giunti è la dimostrazione che Montemurlo c'entra eccome con la storia dell'unità d'Italia - ha spiegato Santoni ai ragazzi - amico di D'Azeglio, di Mazzoni e di quel Leopoldo Mazzei che contribuì grandemente all'annessione della Toscana al regno d'Italia, fu uomo di lettere e di chiesa, sempre dalla parte dei poveri». Una personalità complessa, che negli anni passa dal fervente patriottismo ad un atteggiamento tipicamente reazionario, ma le cui qualità umane emergono nettamente dai documenti dell'epoca. Tra il 1854 e il 1855 per esempio, a Montemurlo il colera fa 12 morti e il pievano, di fronte all'ordine di bruciare tutti gli averi delle famiglie dei defunti, si offre di recuperare i pagliericci. Alla fine della lezione, promossa dal presidente del consiglio comunale Giuseppe Forastiero, anche i ragazzi delle sei classi presenti nell'aula magna dell'Istituto d'arte hanno letto il proprio contributo, frutto di un'attenta ricerca sul Risorgimento italiano. Le celebrazioni della festa della Toscana termineranno domenica 5 dicembre alle 21 con un concerto della scuola di musica "Verdi" di Montemurlo. In sala "Banti": ingresso libero. A.P.

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