Finanza
I cinque effetti di un doppio ruolo
Paolo Toccafondi
Il sindaco e l'imprenditore: qualche paradosso della vicenda Sasch
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Una premessa perfino ovvia. Non ci si può che dispiacere quando un'azienda va male: per chi perde il lavoro, prima di tutto, ma anche per chi quell'azienda l'ha creata e per il patrimonio di passione e partecipazione che un piccolo mondo costruisce sempre intorno a sé. Detto questo veniamo al punto. Roberto Cenni chiede di essere giudicato come sindaco e non come imprenditore. Ma è davvero è difficile in questo momento distinguere tra il Cenni sindaco e il Cenni imprenditore. La sovrapposizione di ruoli produce infatti inevitabilmente alcuni effetti oggettivi. Il primo è un paradosso che penalizza due volte i lavoratori della Sasch. Se fosse stata una qualunque altra azienda dell'area a mettere a rischio quasi 400 posti di lavoro, non c'è da dubitare che il sindaco si sarebbe sentito in dovere di mettersi al loro fianco, di portare il sostegno delle istituzioni cittadine alla loro causa. Questo non può avvenire perché il sindaco è lo stesso imprenditore che li "manda a casa", per dirla in modi spicci. I lavoratori della Sasch non potranno quindi avere alcun sostegno da quel Palazzo. Il secondo paradosso è che il Cenni imprenditore aggrava i problemi della città che il Cenni sindaco è chiamato a risolvere. Di tutto Prato ha bisogno in questo momento, meno che di altre decine di persone e famiglie che rimangono senza reddito. Il terzo effetto è meno concreto e attiene alla sfera dell'immagine che comunque ha sempre più rilevanza in politica. Ed è indubbio che l'epilogo della vicenda Sasch appanni l'immagine di imprenditore di successo su cui Cenni ha costruito gran parte della sua vittoriosa candidatura. Il quarto è anche il più delicato. La soluzione che si profila per il gruppo Sasch rientra pienamente nelle possibilità che la legge offre a un imprenditore, ma è di quelle che, di nuovo, rischia di penalizzare un bel numero di aziende e lavoratori dell'indotto. Senza contare che la nascita delle "newco" e i concordati al ribasso che si vanno profilando suscitano le silenziose (per ora) perplessità di quegli imprenditori tessili che hanno sostenuto il peso della crisi e si ritroveranno come concorrenti le nuove aziende del gruppo Cenni ripulite dai debiti (scaricati su altri) e pronte a ripartire più agili e leggere. Inoltre i rappresentanti del gruppo Sasch hanno comunicato ai sindacati che non saranno garantiti gli stipendi ai lavoratori. Qualcuno dubita che il Cenni imprenditore e i suoi soci non potessero fare uno sforzo personale ulteriore? Il quinto effetto chiama in causa soprattutto la maggioranza che lo sostiene. Per una sorta di beffa del destino, a presentare la prima istanza di fallimento è stata un'azienda cinese (con socio italiano), che da tempo attendeva di riscuotere dalla Sasch più di 200.000 euro. Il particolare conferma intanto una cosa che il sindaco-imprenditore aveva sempre smentito: che la Sasch lavorava anche con aziende locali cinesi. Niente di male, ovviamente, se l'azienda è in regola. Ma c'è qualcosa che stona rispetto al contesto in cui sono nati e hanno agito questa maggioranza e anche la giunta. Qui non è in discussione il necessario impegno a favore della legalità, premessa indispensabile per un corretto rapporto economico e non solo tra i "due mondi", quanto il senso univoco di certi provvedimenti, un clima che si è voluto alimentare. La maggioranza, più che il sindaco stesso, è parsa costantemente impegnata a rimarcare atteggiamenti intransigenti nei confronti della comunità cinese e degli extracomunitari in genere, per assecondare quel diffuso sentimento di insofferenza verso i cinesi che era stato il motore principale del successo elettorale. Rispetto a questo "tono" del centrodestra, sapere che il leader dello schieramento intanto utilizzava le ditte cinesi per l'attività del suo gruppo, non può che suonare comunque contraddittorio. Bisogna dunque pensare che il Cenni sindaco asseconda chi fa la faccia truce e alza barriere, ma in fondo non ci crede, convinto anche dal Cenni imprenditore? E se non ci crede, perché li lascia dire e fare? E' proprio difficile distinguere in questo momento i due ruoli. E non sarà facile uscirne bene.
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